07 ottobre 2008

VOTO DI FIDUCIA SULLASCUOLA

Alle ore 18,00 la Camera voterà la fiducia al governo per l’approvazione del Decreto Gelmini sulla riforma della scuola.
Ciò avviene in un momento in cui l’opposizione, le parti sociali e i genitori scendono in piazza chiedendo ad alta voce di poter discutere un provvedimento legislativo così importante per i nostri figli e per le sorti dell’istruzione pubblica.
Mentre si accende il dibattito sull’opportunità di usare in modo indiscriminato, cioè di abusarne, la decretazione legislativa e il voto di fiducia, la maggioranza, non quella risicata di Prodi, ma quella “extralarge” del Pdl, la riforma è blindata dal voto di fiducia.
Berlusconi, il prepotente, si fa beffe del Parlamento, non permesse che discuta una riforma che coinvolge tutte le famiglie italiane, che condizionerà il futuro dell’intera nazione e il suo ruolo nella comunità internazionale.
E’ un atto d’arroganza, un insulto al Parlamento, alla democrazia, al Paese. Il Parlamento viene esautorato da un diritto costituzionale primario: approvare le leggi dopo ampia e costruttiva discussione, anche per migliorarne possibilmente i contenuti.
Ma non è possibile. L’Illuminato ha così deciso e i cortigiani si nascondono dietro il celebre “ipse dixit” (riferito all’Eccelso), come cieca garanzia di verità.
I ministri e i portavoce della maggioranza, intanto si sgolano a chiedere dialogo e confronto all’opposizione che, nel contempo accusano di sfascismo (Un esercizio dialettico eccezionale, per i poveri cittadini, prima considerati buoni elettori e ora buoni ignoranti…buoni da circonvenire).
Il tutto avviene, s’intende, in tutti i canali Media- Rai e a nessun giornalista viene in mente, non dico di denunciare l’umiliazione del Parlamento, ma nemmeno di informare i cittadini, che pur pagano le tasse, che il democratico capo del Pdl ha posto la fiducia…meglio non sbilanciarsi…il regime fa capolino?
Nel dibattito sull’uso dei decreti e del voto di fiducia, intervengono le quattro più alte cariche dello Stato (le stesse del lodo Alfano, ma questa è un’altra storia).
L’on. Fini, imperterrito e giocondo, non solo furbo, come vedremo, dopo aver affermato che “il Parlamento ha la funzione essenziale di assicurare l’esercizio della sovranità nel presupposto di un effettivo equilibrio tra poteri e garanzie” e “il ruolo del Parlamento risulta centrale non solo perché concorre all’assunzione delle decisioni di governo con l’Esecutivo, ma anche in quanto deve verificare il corretto funzionamento democratico del sistema dei poteri”, esprime il suo vero pensiero quando afferma che “ in una forma di governo parlamentare come la nostra, un parlamento forte può esistere a condizione che coesista con un governo che, legittimato nella sua leadership dal risultato elettorale, sia dotato d’effettivi poteri di decisione”.
Come sempre, la consueta formula del dire e del non dire, nascondersi e dell’apparire, quello che in fondo si è.
“Consalu comu voi, ma sempri cocuzza è”, diceva mio nonno E’ simile nel contenuto all’italiano: “chi nasce rotondo non può morire quadrato”.

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