31 dicembre 2008

REVISIONE DEL CONCORDATO

Il Vaticano non recepirà più le leggi dello Stato italiano perché ritiene che sono troppe, illogiche e mutevoli.
È quanto si legge in un articolo di Serrano Ruiz sull’”Osservatore Romano” del 30 scorso.
Il Papa ha promulgato una nuova legge sulle fonti del diritto che sostituisce la legge omologa del 7 giugno 1929, il cui articolo 3 così recita: “…si osservano in via suppletiva e fino a che non siasi provveduto con leggi proprie della Città del Vaticano le leggi emanate dal Regno d’Italia…sempre che…non sieno contrari ai precetti di diritto divino né si principi generali del diritto canonico”.
Tutto giusto, tutto corretto! È legittimo che uno Stato indipendente, anche se piccolo, abbia o si dia leggi proprie. Infatti, la legge precedente “operava una sorta di recezione automatica che si presumeva come regola, solo eccezionalmente rifiutata…nella nuova disciplina s’introduce la necessità di un previo recepimento da parte della competente autorità vaticana”.
Si citano tre motivi a giustificazione della nuova legge: “…il numero davvero esorbitante di norme nell’Ordinamento italiano…; anche l’instabilità della legislazione civile per lo più molto mutevole e come tale poco compatibile con l’auspicabile ideale tomista di una lex rationis ordinatio, che, come tutte le operazioni dell’intelletto, cerca di per sé l’immutabilità dei concetti e dei valori; …un contrasto…di tali leggi con i principi irrinunciabili da parte della Chiesa”.
I tre motivi citati sono veri e andrebbero prese in considerazione dal parlamento italiano che, invece di parlare di riforma della giustizia che solo in minima parte interessa i cittadini (solo la celerità delle cause e la certezza delle pene; le intercettazioni interessano i politici che, se fossero onesti non avrebbero niente da temere), farebbe bene a eliminare leggi inutili e spesso d’intralcio o di difficile applicazione, ricreando codici e norme più chiare e di facile applicazione.
Un’osservazione riguarda l’ideale tomista dell’immutabilità dei concetti e dei valori.
La legge in questione andrà in vigore dall’1 gennaio 2009.
È, quindi, una legge di oggi, apprezzabile nelle sue linee generali ma fuori da ogni tempo e dalla “ragione”. Nel 2008 è irreale rifarsi a un ideale, quello tomista, che non ammette il progresso dell’intelletto, che altro non è che la ragione, il trionfo del relativismo ratzingheriano: una società stabile governata da una legge morale unica e univoca, “rivelata”, lontana da ogni realtà, vicina più a Copernico che a Galileo.
Una richiesta: se il Vaticano ha deciso, giustamente, di non recepire più alcune delle leggi dello Stato Italiano, perché non può lo Stato Italiano chiedere la revisione del molto penalizzante Concordato del 1984?
E non parlate di vincoli costituzionali, perché tutto è possibile riformare, specie un patto bilaterale vantaggioso solo per la parte vaticana e per… Craxi come fatto personale. Successe anche per Mussolini.

29 dicembre 2008

PRESE DI POSIZIONE E IPOCRISIA

Riporto, con qualche sibillino commento, quanto si legge nella “diretta – esteri” del sito di “La Repubblica” di oggi.
Ore 17,40: Croce Rossa: “Caos negli ospedali di Gaza” con “afflusso continuo di feriti in condizioni molto gravi”.
Solo 8 volontari e 65 collaboratori locali in una zona di guerra continua. Dove sono, cosa fanno le istituzioni etiche mondiali?
Ore 17,21: Casa Bianca: “Israele non cerca di riprendersi Gaza”
(Forse avrebbe potuto sostituire il verbo riprendere con occupare, più all’uopo.) Lo afferma il portavoce della C. B. quasi a volerci rassicurare che ad Israele non interessa il territorio ma la sua completa distruzione in quanto covo di terroristi. Così ci comunica che lo stato ebraico agisce per far fronte alla minaccia terrorista (a nome di tutto l’Occidente?) e, preoccupato per la crisi umanitaria della Striscia, invita “tutte le parti” ad aiutare la popolazione con cibo e rifornimenti medici (quanta umanità!). Un esempio di eccezionale ipocrisia mediatica!
Prima bombardano, uccidono, distruggono e poi invitano “tutte le parti” ad aiutare la popolazione. Quali parti? Io vorrei conoscerle!
Ore 17,03: Merkel a Olmert: “La colpa è chiaramente ed esclusivamente di Hamas ma attenzione ai civili”.
Una difesa a oltranza, giusta, dei civili.
È possibile che i circa 400 morti e il migliaio di feriti siano tutti terroristi…bambini compresi? Se così stanno le cose assisteremo ad un massacro in nome dell’esistenza d’Israele e della pace in Palestina. Brava Merkel, i tuoi figli non li manderai nella striscia di Gaza, o no?
Ore 16,51: Israele: “Scopo dei raid è rovesciare Hamas”
È chiaro! I bombardamenti chirurgici, il successivo attacco di terra e i rastrellamenti ancora più chiari. Viva la sincerità!
Ore 16,31: Gran Bretagna: “Inaccettabile la morte di persone innocenti tra cui anche bambini”
Bene! Se riuscissimo a distinguerli, gli innocenti dai cattivi, avremmo la quadratura del cerchio. E poi? Continueremo con le stesse ipocrite dichiarazioni, tanto non ci crede nessuno.
Ore 16,19: Casa Bianca: “Hamas smetta di lanciare razzi”…e Israele di bombardare a tappeto Gaza.
Sarebbe una logica ed autorevole presa di posizione di una grande potenza, ma Bush, come sappiamo, è strabico e poi tra qualche giorno cederà il comando.
Ore 15,40: Padre Lombardi: “Nessuna certezza sul viaggio del Papa in Israele”
Così si legge (dichiarazione di p. Lombardi): L’unica certezza per il nuovo anno del Papa è il viaggio in Africa…in quanto alla visita in Israele e all’attesa enciclica sociale “bisogna essere piuttosto prudenti”.
Ed io che pensavo all’Angelus in Gaza…

RATZINGER A GAZA PER L’ANGELUS

È Natale. In quella che è detta Terra Santa invece delle campane, si odono i tristi suoni delle sirene. Invece dei giochi d’artificio si vedono i fuochi di guerra; invece delle grida di gioia sin sentono le urla strazianti dei feriti e dei genitori che cercano i figli…a scuola o per strada.
Il dolore appare nei nostri teleschermi, durante il cenone e la gioia del ritrovarci in famiglia. Immagini lontane che non interrompono nemmeno per un attimo il nostro sorriso, sulle quali più non ci soffermiamo.
Abitudine e cinica indifferenza di un mondo che individua la solidarietà nell’elemosina o in una ripetitiva e retorica omelia domenicale, l’Angelus, che ci libera la coscienza senza farci indignare, senza farci nemmeno pensare che anche questi attacchi indiscriminati sono crimini contro l’umanità e dovrebbero essere perseguiti.
È Natale. Siamo tutti più buoni, si dice, e più disponibile verso il prossimo. Si parla di amore evangelico, di riscatto, di povertà, ma si delega sempre agli altri…come fa il Santo Padre, come fanno i potenti della Terra e i potenti (chiamiamoli così per carità cristiana…proprio perché è Natale) italiani, il Berlusconi amico dei potenti cui tutti chiedono consigli. In quest’occasione basta Frattini: esprime solidarietà a Israele per i missili di Hamas e chiede, però, che si limitino le escursioni aeree perché causano dei morti. Il bravo Frattini sa che i raid israeliani causano morti…e ha avuto pure il coraggio di dirglielo! Siamo sulla buona strada!
È Natale ed io sono incazzato per l’ipocrisia delirante e per l’indifferenza del mondo dei benestanti e benpensante.
Così mi viene naturale chiedere a Ratzinger di leggere la sua omelia nella striscia di Gaza, ai potenti di festeggiare il capodanno nella piazza di Gaza, se ancora ne esiste una, a Frattini e al presidente dell’UE di recarsi con i rispettivi parlamenti al completo in mezzo ai palestinesi quando le sirene danno l’allarme dell’imminente bombardamento chirurgico.
Credo che per questi sepolcri imbiancati, che hanno fatto dell’ipocrisia il loro credo, che dal calduccio delle loro stanze osano dispensare consigli e sanno tutto sull’etica e sulla povertà, pur non avendola mai conosciuta, sulla tragedia della guerra che non hanno mai provato se non attraverso le immagini, credo proprio che non avranno né il coraggio né la voglia né la capacità di lasciare le calde case e le abbondanti corti di baciamano.
La classe politica italiana, destra sinistra centro, è compatta nello schierarsi a favore dell’esistenza di Israele minacciata dai missili di Hamas, molti dei quali artigianali, e non si preoccupano dell’esistenza della Palestina distrutta dai raid della flotta aerea israeliana…tanto non sono ancora una Stato e poi…sono dei terroristi che fanno di tutto per fermare il processo di pace israelo-americano così vantaggioso…….

19 dicembre 2008

L’INGIUSTIZIA CHE VERRA’

Berlusconi, pur pensando che il Pd è ancora giustizialista, si augura (dichiarazioni nella trasmissione di Canale 5 “Panorama del giorno”) che queste accuse rivolte agli amministratori della sinistra possano essere ridimensionati.
Solidarietà verso chi ha problemi con la giustizia con l’evidente sottinteso di accelerare una riforma della giustizia bipartisan attraverso la modifica costituzionale, magari accettando la proposta che viene da Violante.
Sembra finito il tempo in cui la magistratura era un covo di comunisti?
Per ora sembra di sì, ma la via di fuga (Pd ancora giustizialista), è pronta, basta impugnare la maniglia.
La riforma che immagina Berlusconi e il suo entourage, arricchiti da “pezzi” consistenti e significativi del Pd che non vogliono più sentirsi dire di essere comunisti e, meno che mai sopportare l’invadenza delle toghe rosse, non riguarda né la celerità delle sentenze né la certezza della pena. Problemi lontani anni luce dal loro pensiero…garantista.
Sarà una giustizia “molto giusta” per i ricchi e i potenti, “meno giusta” per i poveri.
Riguarda il controllo del potere politico sulla magistratura e l’abolizione dell’obbligatorietà del procedimento penale con strumenti che ridurranno la giustizia a farsa e questo con la complicità del Pd (stavo scrivendo “della sinistra”! Quale? Quella di Bassolino o di D’Alfonso o di D’Alema…?).
Io penso che i cittadini se ne accorgeranno e assisteremo al fenomeno del non-voto inaugurato in Abruzzo, che non è semplice protesta, come sembrano consolarsi i dirigenti del Pd, ma una vera propria fuga.
“C’è urgenza di fare questa riforma, incalza il premier, anche perché si è scatenato di nuovo il meccanismo mediatico-giudiziario delle intercettazioni e delle indagini”.
Il punto nodale è tutto in questa frase.
Indagini e intercettazioni sono il suo chiodo fisso.
Senza di esse la giustizia sarebbe più spedita perché meno intasata da politici, pseudo - imprenditori e faccendieri di ogni risma.
Eliminando le intercettazioni, troveranno il modo di non eliminarle tutte per l’occhio della gente, noi cittadini non sapremo più niente di niente, avremo politici e imprenditori sempre puliti e integerrimi. D’Alema, Berlusconi, Fassino, Fazio, Mastella….finalmente, potranno dedicarsi a tempo pieno alla politica senza distrarsi maneggiando vari telefonini o ritrovandosi in mezzo alla campagna per evitare qualche intercettazione di qualche giudice rosso, un colore ormai fuori moda.
Le indagini non saranno più condotte, come avviene oggi, da un giudice, ma dalla polizia che riferirà, dopo aver valutato caso per caso assieme a….Indovinate!
Il magistrato eserciterà solo il giudizio: ladri di galline, topi d’appartamento, spacciatori di droga (escludiamo i trafficanti), qualche pedofilo, qualche omicidio, qualche scippo…con buona pace di tutti.
L’Italia, oggi considerata la patria della corruzione politica-imprenditoriale, risalirà nelle classifiche internazionali.
Gli USA che hanno fama di paese giustizialista, ammettono addirittura il falso in bilancio e le intercettazioni che rendono subito pubbliche, chiederanno consigli. Il ministro Alfano e il suo suggeritore Ghedini, ma qui si parla di staff, diventeranno famosi in tutto il mondo e le università faranno a gara per una loro letio magistralis, naturalmente, senza contraddittorio.. solo per i troppi impegni sparsi per il vecchio pianeta.
La CASTA, insomma, colpirà ancora. Nei momenti di difficoltà i nostri dipendenti dagli stipendi d’oro, lasciamo stare le pensioni e le buone (ottime) uscite, fanno quadrato garantendosi a vicenda.
Viva l’Italia e che Dio ce li mantenga in salute e in ragionevolezza!

ALBO TRICOLORE N° 12


18 dicembre 2008

Maurizio Chierici: Il Natale dei bambini mai nat

A Natale è nato un bambino che doveva cambiare l’umanità. Ma ogni Natale torna l’amarezza: sta andando male. Non solo ai bambini senza vetrine illuminate, ma bambini che se ne vanno prima di respirare quando sbagliano posto dove aprire gli occhi. Se Obama fosse nato ad Haiti quanti giorni poteva sopravvivere ? A tre ore da Washington muoiono come mosche. E’ il rimorso leggero dei nostri giorni di festa pensando al Natale dei bambini mai nati. Una signora spiega come non vengono al mondo. Lettera della dottoressa Wendy Lai, canadese di Toronto da tre anni a Port au Prince: vuol parlare con chi l’ha vista al lavoro. L’avevo incontrata alla Maternità Jude Anne, ospedale costruito da Medici Senza Frontiere in un posto dove disperazione e rabbia accompagnano la vita di tutti. Per eccesso di ottimismo il quartiere ha un nome allegro: Città del Sole. Nelle chiacchiere della sera, Wendy Lai raccontava di baracche piantate su tonnellate di immondizie impacchettate nel cemento. <>. Al telefono vuol sapere se <> possa dare un’occhiata a un infanticidio dimenticato. Perché far nascere un figlio ad Haiti è complicato per le ragazze povere di un paese senza niente. Maternità e infermiere improvvisate vogliono soldi. Il Jude Anne fa l’opera buona, ma le attese sono un incubo. Quei lamenti delle puerpere, ore e giorni su pavimenti e gradini, o ammucchiate sulle lastre di plastica seminate nel cortile. <>. L’indice di natalità haitiano è il più alto delle americhe; l’indice di sopravvivenza di bambini e madri, tra i più bassi del mondo. Ma la medicina privata non si scompone e la medicina pubblica non ha risorse. All’ospedale Jude Anne 1250 nascite in ottobre; 1609 a novembre, chimere per l’ l’Italia senza culle. <>. 9 milioni di fantasmi neri alla deriva. Bush dà una mano alla sua maniera: riarmando le forze armate, quattro elicotteri e quattro carri leggeri. Risparmiare la spesa di un solo elicottero militare vorrebbe dire distribuire cento dollari al mese a cinquemila famiglie, madri incinte, bambini che stanno per nascere e potrebbero nascere normali su letti normali. Purtroppo Haiti è un punto perduto nei Carabi delle vacanze. E l’allarme resta l’illusione natalizia della dottoressa Weendy Lai, ospedale Jude Anne, Port au Prince. mchierici2@libero.it Cortesia dell'Unità

SACCONI E LE MINACCE ISTITUZIONALI

Mi auguro che l’”incursione” del ministro Sacconi non sortisca l’effetto sperato da lui e dal suo staff, con in testa la gentile e sorridente signora Roccella.
L’atto d’indirizzo del ministro è violento e, oltre a contenere gravi minacce e ricatti alla struttura che si è offerta ad assistere Eluana fino al suo ultimo respiro, rappresenta un’intromissione senza precedenti nella vita di una cittadina italiana alla quale si decide di prolungare la vita con un atto di estrema crudeltà che niente ha a che vedere con l’amore e la carità.
Il ministro farebbe cosa saggia se si occupasse di più e meglio, dato il momento di grave crisi che attraversa il Paese e moltissimi lavoratori che perdono o rischiano di perdere il posto di lavoro, di Welfare, della ragione del suo ministero, senza arrampicarsi sugli specchi per nascondere prese di posizione politiche e ideologiche.
Da privato cittadino, senza usare le istituzioni, può esprimere qualsiasi giudizio di merito, da politico responsabile di un ministero non può somministrare insegnamenti etici farciti da evidenti e gravi minacce, come non può disconoscere o misconoscere la sentenza di un tribunale della Repubblica resa definitiva dalla Cassazione.
Agire in contrapposizione alla legge è grave reato per un semplice cittadino, figurarsi per un suo rappresentante che ha il dovere di non creare conflitti di natura legale, quantomeno per non dare un esempio istituzionale poco corretto.
- Sacconi non è nuovo alle minacce e al ricatto, interviene il mio solito amico schiffaratu.
- Ma quando è successo?
- Se esamini, e nemmeno con tanta attenzione, l’affaire Alitalia - CAI te ne renderai conto!
Ha ragione il mio amico. La faccenda mi è sfuggita…noi gli italiani, purtroppo, dimentichiamo facilmente.
In questo caso minacciare sanzioni nei confronti della clinica di Udine, è un reato che chi di competenza dovrebbe perseguire.
I soloni nel nostro Paese sono tanti, i moralisti ancor di più e gli accattoni di sacrestia non si riesce a contarli. È un’amara considerazione ma, per quanto mi riguarda, è vera.
Addio Eluana e grazie a chi coraggiosamente ne rispetta la volontà.

14 dicembre 2008

BRUNETTA, L’ALTO MINISTRO DI BERLUSCONI

Brunetta, l’alto, l’inarrivabile ministro della funzione pubblica e dell’innovazione, nonché dei pubblici fannulloni, ha fatto uscire dal suo grande cilindro da illusionista la proposta di alzare l’età pensionabile alle donne o, per usare il suo alto linguaggio ministeriale, “di perequazione verso l’alto dell’età pensionabile di maschi e femmine”.
Dopo il grande successo della campagna contro i fannulloni, che ha creato una sensibile guerra tra i poveri del pubblico impiego e del privato, aggiungendo un’altra ingiusta tassa alle tante che gravano sul cittadino, “l’inarrivabile” ha deciso, dopo ampio dibattito interno (dentro si sé, s’intende. Tra la sua anima razionale di uomo politico e professore emerito, entrambi interregimi professionisti, e la sua anima passionale che non accetta compromissioni e va diritto allo scopo di rendere la società italiana sempre più equa, specie nei rapporti tra “maschi e femmine”) e per realizzare le famose pari opportunità di dare alle “femmine” la tanto richiesta emancipazione: una alta legge stabilirà che “maschi e femmine” andranno in pensione alla stessa età, 65 anni.
Statene certi, non sarà un altro spot! Il governo del fare realizzerà quest’alta conquista di alta civiltà.
Finalmente, grazie a Brunetta, le “femmine” raggiungeranno i “maschi”.
Quando i “maschi” affiancheranno le “femmine” nel badare alla casa, nell’accudire i figli…?
Ma state all’erta! Vedrete che “l’inarrivabile” escogiterà un Decreto all’uopo.
Saranno istallati telecamere, a spese del “maschio”, in ogni appartamento, collegate ad una centro apposito per monitorare la situazione e intervenire per ripristinare la correttezza dei rapporti laddove il “maschio” si distragga dal compito di perequazione.
“Se affermiamo che l’invecchiamento attivo è un obiettivo di bene pubblico, afferma l’incommensurabile ministro, è necessario che…ci applichiamo per raggiungerlo”.
Bene, bravo! Il problema è cosa s’intende per “invecchiamento attivo”.
Il mio amico, andato in pensione qualche anno fa, intende di non essere emarginato dalla società e pensa che le istituzione debbano provvedere a creare una situazione ottimale di vivibilità per lui e per quanti usciranno dal mondo del lavoro, in quanto il pensionamento deve essere visto non come la vigilia del trapasso, ma come l’inizio di una condizione di vita libera in cui si possano realizzare attese e progetti accantonati durante il lungo periodo lavorativo.
Brunetta non la penserà allo stesso modo. Lui vede e provvede…per il meglio.
Incalza, il ministro: “Recuperando alla vita lavorativa attiva la classe d’età 55-65 recuperiamo il 10% del tasso di occupazione italiano. Questo significa 2,5 milioni di posti di lavoro in più…”.
Non sono un economista, ma vorrei fare qualche osservazione.
Penso, innanzitutto, che, innalzando l’età pensionabile di chi già, ovviamente, lavora, si erige un muro davanti alle nuove generazioni, che troveranno quasi impossibile entrare nel mondo del lavoro, creando frustrazione e disordine sociale altro che “bene pubblico”.
Se si mantengono al lavoro le “femmine” fino a 65 anni e di creano barriere a nuovi ingressi, non capisco come fa il ministro a creare 2,5 milioni di posti di lavoro. È un arcano, forse anche per il nostro “inarrivabile”.

ALBO TRICOLORE, N° 11


Mancano le pagine dal n.6 al n.10 perchè venivano riempite durante il catechismo da noi bambini.

10 dicembre 2008

08 dicembre 2008

ALBO TRICOLORE, N° 4

Ancora più farneticante

07 dicembre 2008

La patata bollente da 98 miliardi

Marco Smiroldo, magistrato della Corte dei Conti
Ieri il blog era presente con un suo inviato alla Corte dei Conti. Non c'era quasi nessun altro giornalista. 98 miliardi di euro di presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine non meritano tutta questa importanza. Tre finanziarie. Chissà perchè? Non vorrei che fossero coinvolti i partiti perchè in quel caso sarebbe tutto chiaro. Il processo amministrativo si è concluso con una decisione che chiede ad altri di decidere. In sostanza la Corte dei Conti rimanda la decisione su chi deve decidere l'importo del danno alla Corte di Cassazione. Che, forse tra qualche anno, attribuirà la competenza al Tar del Lazio, alla Corte dei Conti o alla giustizia ordinaria.Due settimanne fa, a Milano , è stata arrestata una signora italiana, incensurata, per aver rubato qualche decina di euro di cibo perchè aveva fame.Li sentite i bufali? Il loro zoccolo è sempre più pesante.Testo:D.Martinelli: mi trovo a Roma, da pochi minuti si è conclusa nell'aula giurisdizionale della Corte dei Conti, la magistratura contabile, l'udienza del processo sullo scandalo delle slot machine, in cui sono imputate dieci società concessionarie che hanno gestito queste slot machine dal 2004 al 2007, ebbene in tre anni, secondo il Pm Marco Smiroldo, titolare dell'inchiesta, avrebbero procurato un danno erariale pari a novantotto miliardi di euro al lordo anche delle penali maturate. Oggi quell'importo, a distanza di quasi un anno visto che il dato era riferito allo scorso gennaio, è sicuramente aumentato. Fatto sta che dall'ordinanza di oggi ci si aspettava una quantificazione dell'importo da rimborsare allo Stato da parte di queste società e invece c'è stata una sospensione del processo che rimanda tutto alla Cassazione. Andiamo per gradi: intanto i giornalisti presenti erano pochissimi, io avevo la videocamera e oltre a me c'era una piccola troupe formata da due ragazzi mandati da Giovanni Minoli e poi un paio di colleghi della carta stampata. La Corte dei Conti è una magistratura contabile, operano magistrati contabili, a differenza di quelli penali, Marco Smiroldo è uno di questi che ha quantificato questo danno erariale in virtù delle indagini che la Guardia di Finanza ha condotto per dei mesi, e ha stabilito che diverse slot machine che trafficano soldi non erano collegate alla rete dei Monopòli di Stato, alcuni funzionari del Monopòlio imputati a loro volta. Perciò qual è stata la strategia difensiva delle concessionarie? E' stata quella di ricorrere subito al Tar del Lazio. Il Tar del Lazio nello scorso mese di aprile ha emesso una sentenza, con la quale chiede al pm di ridurre l'importo da richiedere...G.Rigido: ...poi c'è tutta una condotta colpevole della Pubblica Amministrazione dei Monopòli che ha aspettato l'intervento della Corte dei Conti per richiedere le penali e tutto, e intanto questa richiesta di penali ha raggiunto cifre spropositate non per colpa dei concessionari, e quindi il Tar ha sostanzialmente detto: rifacciamo questi conteggi ma tenendo conto anche delle esigenze dei singoli concessionari, considera che la rete non è stata allacciata per due anni e mezzo. Insomma c'è anche un po' di colpa da parte dell'Amministrazione che non ha chiesto le penali prima.D.Martinelli: ...il pm ha riquantificato il danno, non si sa di quanto perché è secretato, lo ha sottoposto ovviamente ai giudici, oggi non si è potuto sapere perché in virtù della sentenza emessa dal Tar del Lazio, i difensori delle concessionarie hanno sollevato dubbi di legittimità dicendo ai giudici della Corte dei Conti: "voi non siete competenti a quantificare questo danno. Bisogna che il danno lo quantifichi il Tar del Lazio". Quindi i giudici, dopo la riunione in camera di consiglio, hanno accolto questa richiesta e hanno demandato il tutto alla Cassazione, che a sezioni riunite dovrà decidere chi dovrà decidere la quantificazione del danno. Okay? In sostanza è come se un multato da un vigile urbano facesse ricorso perché ritiene che quella multa doveva infliggergliela un carabiniere, e il giudice ricorre alla Cassazione che dovrà decidere se quella multa andava data dal vigile urbano piuttosto che dal carabiniere. Siamo in questa situazione. La sospensiva comporta un allungamento dei tempi perché la Cassazione potrebbe pronunciarsi fra sei mesi, un anno, due anni e non si sa se poi la Cassazione dirà che è bene siano i giudici della Corte dei Conti a quantificare, oppure è bene ricorrere ad un giudice della giustizia ordinaria. Perciò campa cavallo! Questo è stato il verdetto, chi si aspettava una quantificazione è rimasto deluso. Chiudo ricordando solamente che novantotto miliardi di euro sono pari a circa tre manovre finanziarie del governo italiano. Vorrei ricordare che nell'ultima manovra di Tremonti con 35 miliardi di euro c'è stata una pianificazione triennale, novantotto miliardi fate un po' voi i calcoli. A questo punto vi saluto e vi lascio a qualche dichiarazione che ho raccolto dal pm e anche da qualche avvocato.M.Smiroldo: ...la figura che è chiamata a difendere le ragioni economiche della Repubblica, cioè della comunità dei cittadini, che mettono con le loro tasche dei soldi affinché i servizi siano assicurati e siano fatti bene. Noi abbiamo verificato che questo servizio che i concessionari dovevano rendere non è stato reso come ci si aspettava e abbiamo verificato che chi doveva controllare non lo ha fatto. Da questo è derivato un danno e un danno è direttamente proporzionale al valore che in uno stato di diritto, si dà a rispetto delle condizioni di liceità di un determinato comportamento. Questo lo stabilirà il giudice e io confido che anche la Cassazione in questo senso ci dia ragione grazie.D.Martinelli: quindi novantotto miliardi sono l'ammanco o che cosa?M.Smiroldo: è la stima di un danno erariale. Ciò che si doveva fare non è stato fatto nei modi dovuti, e quindi da questo si è determinato un danno. Stralcio di intervento di un difensore delle società: ...se è una responsabilità di natura contrattuale la procura si sta sostituendo all'attività dell'amministrazione attiva e chiede a questa Corte di erogare penali che rientrano nell'ambito dell'amministrazione attiva.D.Martinelli: lei come avvocato non parla?Avvocato: no perché siccome la società è quotata in Borsa le notizie che vanno sulla stampa possono essere notizie sensibili, perciò in quanto tali vengono gestite direttamente dall'ufficio stampa.D.Martinelli: a me interesserebbe qualche dichiarazione nel merito del procedimento attuale, in merito a ciò che ha detto lei.Avvocato: no no scusa... a me poi i giornalisti sono così simpatici (ride) quindi voglio dire...D.Martinelli: quindi rilascia l'intervista?Avvocato: sono quindi dispiaciuto di non rilasciare un'intervista.D.Martinelli: ah, non la rilascia?Avvocato: no non posso.Altro avvocato: no no... sono sempre disposto a farle ma ci hanno detto di non dire niente anche perché sono uscite delle cose un po' velenose...D.Martinelli: il pm contesta questo danno erariale quantificato in x miliardi di euro, adesso invece pare che la questione si ripercuota sulla competenza.Avvocato T.Varrone: non è soltanto una questione di giurisdizione, cioè se debba giudicare la Cassazione o la Corte dei conti, sotteso a tutto c'è il fatto che il danno in realtà è inesistente perché l'applicazione delle penali è in corso.D.Martinelli: se delle penali esistono significa che c'è stata una malagestione!Avvocato T.Varrone: esistono delle penali, in misura molto limitata. L'applicazione principale, quella che ha dato luogo a questa lievitazione stratosferica delle pretese accennate in giudizio, non può nemmeno essere applicata perché non c'è stata una commissione che la poteva applicare e la convenzione successiva l'ha ridotta a livelli irrisori.Giudice M.Ristuccia: ...considerato che nella fattispecie il Tar Lazio ha già affermato la propria giurisdizione nella specifica materia... dispone la sospensione dei presenti giudizi e rinvia all'eventuale merito, ogni provvedimento sulla riunione dei giudizi stessi. L'udienza pubblica è chiusa."
tratto dsl blog di Beppe Grillo del 5 Dicembre 2008

EVVIVA! FINANZIAMO LA SCUOLA PRIVATA

Costituzione Italiana, art. 33: “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto d’istituire scuole ed istituiti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle Scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento equipollente a quello degli alunni delle scuole statali”.
La Costituzione è di una chiarezza estrema. Lo stato assicura l’istruzione ai suoi cittadini, istituendo scuole statali per tutti. Anche enti e privati hanno il diritto di farlo, purché ciò avvenga senza oneri per lo Stato.
I politici nostrani, per aggirare l’ostacolo della Costituzione, varano la legge sulla parità scolastica (L. n° 62 del 10 Marzo 2000). In quanto le scuole paritarie svolgono “un servizio pubblico” e “sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie”, lo Stato può predisporre il finanziamento delle scuole religiose (cattoliche) e private.
E’ fatta!
A partire dal 2000 lo Stato eroga “un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie”. Ma monsignor Stenco lo considera “irrisorio” poiché rappresentava solo l’1% della spesa sostenuta per la scuola statale. Una bella faccia tosta, non c’è che dire!
Siccome Tremonti ha tagliato 120 milioni di euro alle scuole paritarie per l’anno 2009, il monsignore minaccia la mobilitazione (sciopero) delle federazioni delle scuole cattoliche in tutta Italia, ma si è guardato bene da unirsi alle proteste per i tagli alle scuole statali. Evidentemente, non gli competevano o, per meglio dire, non poteva confondersi con comunisti e atei della…ricca scuola statale, tanto ricca che cade a pezzi, nel vero significato del termine.
Il governo, impaurito da una possibile scomunica, è corso subito ai ripari e, per bocca del sottosegretario Vegas, ha assicurato il prelato (“possono dormire su quattro cuscini”), portavoce della CEI, che saranno ripristinati i fondi (erano stati tagliati 120 milioni) per le scuole paritarie.
Ancora il problema non è risolto, poiché permane il nodo della distribuzione tra la scuola cattolica e le private.
Monsignore, se con Vegas i guanciali sono quattro, con la Gelmini, cui stato affidato l’improbo compito della distribuzione, i guanciali saranno almeno otto!
E’ una vergogna! Mentre si tagliano ben otto miliardi di euro alle scuole statali e laiche, si elargiscono milioni di euro alle confessionali che, è bene saperlo, vengono scelte sempre meno, fortunatamente, dalle famiglie italiane e, detto per inciso, nonostante il contributo statale, fanno pagare agli utenti delle rette piuttosto salate.
I dati sugli iscritti alle scuole cattoliche pubblicate dalla fondazione “Critica Liberale” ci dicono che sono in netto calo: prima rappresentavano i due terzi di tutti gli iscritti alle scuole private, oggi appena la metà.
Nella vicenda si nota l’arroganza del Vaticano e la servile remissione della politica, di destra e di sinistra.
Per raccattare una manciata di voti, la sinistra ha perso la sua identità laica tanto che la Garavaglia, il nome Maria Pia è tutto un programma, ha dichiarato che “mancano all’appello ancora molti dei milioni che il precedente governo aveva assegnato alle scuole paritarie (una delle tante ragioni per cui si sono perse le elezioni!)” necessari “a garantire pari diritti agli studenti e alle famiglie”.
Anche Rusconi, senatore PD, si allinea: “Tutto questo (mancanza di contributi) finirà per penalizzare non solo le scuole cattoliche…”.
In questi ultimi mesi assistiamo impotenti alle intromissioni a gamba tesa del Vaticano sulla vita politica italiana che toccano tutti i gangli della vita pubblica.
Il Papa da teologo sopraffino è divenuto un tuttologo. Parla di tutto ma, come nella favola di Fedro, nasconde le sue gobbe con delle bisacce, evidentemente piene.
I suoi interventi vanno dalle banche alla scuola, dalla bioetica, alle unioni, dalla malattia all’omosessualità…ma fa finta di non vedere il problema gravissimo dell’omosessualità al suo interno o dei rapporti sessuali extraministeriali dei sacerdoti.

05 dicembre 2008

ALBO TRICOLORE, N° 3


La guerra…il sangue…la vittoria…il sorgere del “Regno di Cristo Re”.
Un linguaggio allegorico che i bambini non sono in grado di capire perché non sono stati forniti degli strumenti adeguati e anche perché la guerra sulla Terra non è mai finita.
L’odio e la sopraffazione regnano sovrani, nonostante “un nuovo regno di pace e di amore sorgeva”.

04 dicembre 2008

ALBO TRICOLORE, N° 2


IMMAGINE N° 2
Partinico (PA) è la città nella quale sono nato

SKY e RETE 4 ovvero LA FACCIA TOSTA SMISURATA

Il caso Sky, aumento dell’IVA ALLE Pay-tv, ha occupato per giorni l’intelligenza dei politici nostrani, di destra e di sinistra. Stampa d’opinione e opposizione hanno parlato di conflitto d’interesse e di un colpo basso inflitto da Berlusconi alla concorrenza.
Berlusconi, infine, contentissimo di poter sbugiardare l’opposizione e infierire sulla “stampa di parte”, ha giustificato l’intervento come un atto dovuto, chiesto dall’UE, perché l’IVA delle Tv a pagamento venisse armonizzata e per evitare l’incombente procedura d’infrazione minacciata dalla stessa Commissione.
Tutto vero, tutto giusto, ma…c’è un ma.
Il premier dimentica di dire che la commissione non ha mai parlato di alzare l’Iva al 20%, ma ad Aprile da Bruxelles si sollecitava (lettera) il governo ad applicare un’Iva ridotta identica del 10% sia al satellite (sky) che al digitale terrestre (Mediaset).
Se le cose stanno così, e stanno così, è stata una decisione politicamente non molto chiara e, come succede sempre più spesso, l’opposizione, dopo aver lanciato il sasso, ritira la mano, colpevole di lesa maestà. Succede su ogni problema, sia politico sia etico. Sembra che faccia da spalla al “deus”.
Il vincitore, colui che ha sempre ragione, l’uomo del fare, si erge in tutta la sua potenza mediatica, sovrastando i nani dell’opposizione che non riescono mai a portare a buon fine una iniziativa.
E’ interessante notare il ravvedimento di questo governo verso l’Europa, applicandone in modo esemplare le decisioni (Tremonti ne è addirittura diventato strenuo paladino).
Se la maggioranza è diventata così ligia nell’applicazione dei deliberati dell’Ue, come mai non è applicata la sentenza che prevede l’oscuramento di Rete 4 a vantaggio di Europa 7?
I misteri della politica sono tanti e questo è “il mistero più misterioso”.
Se l’opposizione non riesce a fare il suo mestiere e a incidere sulle decisioni del governo, farebbe, cosa buona e giusta, meglio a dedicarsi allo studio per affrontare al meglio le prossime elezioni perché è “molto meglio assai” lasciare solo Berlusconi, non fargli più da spalla. Ciò lo danneggerebbe moltissimo, andrebbe in tilt. Forse si limiterebbe a raccontare solo barzellette e gli italiani lo lascerebbero perdere.

03 dicembre 2008


ALBO TRICOLORE, 1953
Ho trovato, rovistando tra le cose che mia madre ha conservato della mia dolce età, l’”Albo Tricolore”.
E’ un reperto storico che testimonia, se ce ne fosse bisogno, considerando che la vicenda si ripete da allora, l’opera d’indottrinamento fatta dalla Chiesa cattolica nei riguardi di bambini in formazione, che non sono in possesso egli strumenti idonei a ricevere “una verità” che invece andrebbe pienamente valutata e compresa.
Come si può constatare, all’epoca, anno 1953, avevo appena 7 anni e non ero in grado di ricevere un così alto insegnamento, composto da dogmi o verità che sono accettati solo per fede, in quanto inspiegabili dalla sola ragione o, probabilmente, parti di una speculazione storica.
Oggi, come allora, l’indottrinamento avviene alla stessa maniera: una/un catechista, una o più classi di bambini da “modellare”, che imparano senza capire, che subiscono una violenza psicologica per non essere puniti o per non offendere un Dio, che per loro non rappresenta altro che un giudice punitore di cui avere paura.
In questo modo nasce quello che chiamiamo “senso di colpa”, composto di un insieme di divieti, per la maggior parte incomprensibili che ci rimangono dentro e condizioneranno la vita futura e saranno alla base di tanti complessi.
Ho ritenuto giusto pubblicare sul blog l’”Albo Tricolore”, perché i lettori possano prendere visione del contenuto che, a dir poco, è farneticante.
Somiglia a una dichiarazione di guerra, a far crescere un bambino nel fanatismo verso il “diverso”, il nemico da combattere e sconfiggere.
Un fascismo sotto la croce, che ci riporta indietro attraverso da “santa” inquisizione fino alle crociate e oltre.
I toni sono trombe di guerra!
Oggi, grazie al Concordato del1984, fortemente voluto da Bettino Craxi, la Chiesa può iniziare l’indottrinamento fin dalla scuola materna (Mussolini non era arrivato a tanto!).
Forse è per questo che la Chiesa ha firmato solo con riserva la “Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo” e non ha firmato “La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.
L’Albo sarà pubblicato sul blog una pagina alla volta, a partire da oggi.