28 maggio 2007

MONITO DELLA CORTE DEI CONTI

La Corte dei conti, presentando la relazione dei conti sul costo del lavoro pubblico per il periodo 2003 – 2005, invita il governo a frenare sugli stipendi degli statali.
“La spesa dei dipendenti pubblici, scrivono i giudici contabili, è cresciuta a ritmi elevati…e il suo contenimento deve costituire una priorità delle politiche retributive, per gli effetti che si proiettano sulla finanza pubblica e sul sistema economico in cui è inserito il nostro Paese”.
In dettaglio, da spesa per i vari settori ha avuto il seguente incremento:

Dipendenti pubblici
12,8 %
personale dirigenza
17,4 %
Personale carriera diplomatica
21
Professori universitari
21,4 %
Personale magistratura (anche contabile)
26,2
I dipendenti pubblici si distinguono in statali e non statali. Questi ultimi comprendono i dipendenti del SSN, delle Università, Regioni e autonomie locali, che hanno stipendi più alti.
I magistrati sono gli unici dipendenti le cui retribuzioni sono soggette ad adeguamento automatico. Il altre parole, non hanno bisogno della mediazione sindacale.
Fermo restando che il contenimento della spesa pubblica è un dovere prioritario di ogni governo, penso che l’allarme della magistratura contabile non può riguardare solo i dipendenti pubblici statali perché più numerosi, ma deve interessare la dirigenza, i diplomatici, i professori universitari e…i magistrati, specialmente se impegnati a indicare i capitoli di spesa da…ammorbidire.
Spesso mi sono chiesto se l’adeguamento automatico delle retribuzioni dei magistrati è un privilegio. Non conosco i criteri che determinano l’adeguamento ma, sicuramente, non perdono parte del loro stipendio in scioperi, come accade per tutti gli altri mortali.
Ma è la legge, e loro potessero… commenta il mio amico.
Se si critica la scarsa produttività dei dipendenti pubblici, perché i manager, che della produttività si occupano, hanno un incremento così alto?
E cosa dire dei professori universitari, non di tutti, si badi, ma degli assenteisti, dei baroni avvezzi al nepotismo, di quanti non hanno mai prodotto una pubblicazione? Eppure hanno avuto un incremento del 21,4 del loro stipendio.
Ma l’incremento maggiore (26,2 %) riguarda il personale della magistratura, anche di quella contabile. E’, quindi, paradossale che sia il settore che ha avuto l’incremento maggiore a indicare la soluzione: frenare gli stipendi del pubblico impiego.
Hanno ragione perché un incremento del 12,8 moltiplicato per il numero dei dipendenti pollici da una cifra enorme, mentre i pochi giudici, o manager o professori universitari o diplomatici o politici (ma questo è un argomento che riprenderemo poi), incidono ben poco sulla spesa pubblica e, tra l’altro, se non ci fossero saremmo colati a picco da un bel po’.
Nei loro sofà di bambagia , avvolti nelle loro eleganti toghe, vigilano insonni sugli sprechi e per non contaminarsi col vile denaro, accettano gli adeguamenti automatici delle loro retribuzioni.

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