19 maggio 2007

FINCHE’ PIACE A MASTELLA

Il Ministro della Giustizia a proposito del conflitto d’interesse dichiara che il suo partito si asterrà (ricordiamo che al senato l’astensione equivale a voto contrario) e aggiunge: “Voglio una legge ma non inutilmente punitiva, pauperistica (?).”
L’onorevole fondatore dell’UDEUR a proposito della Legge elettorale afferma: “…se passa una legge contro i cespugli, è crisi di governo…sarei costretto ad andarmene, per difendere la mia stessa esistenza politica.”
Il leader di un partito dell’1,399 alla Camera e dell’1,396 al senato a proposito dei Dico dice che il partito non li voterà mai.
L’UDEUR, con solo tre senatori, ha un forte potere di veto, per non voler dire di ricatto.
Ma il vero problema non riguarda la Legge sul conflitto d’interesse, ma la Legge elettorale e così il suo gioco diventa a tutto campo: “io do affinché tu dia”.
Il suo problema comprensibilmente è non sparire come partito e, quindi, come leader (meglio leader di un cespuglio che comprimario).
La governabilità, l’interesse del Paese non contano perché prima c’è la sua sopravvivenza.
Ma, attenzione, il suo potere di veto non si ferma qui, arriva fino ai Dico. L’ha detto chiaramente, come altrettanto chiaramente l’ha detto e messo in atto un altro democristiano celebre, Andreotti, con la farsa del voto contrario sulla politica estera.
Forse non si arriverà a votare sui Dico, come tutto lascia supporre, ma una grave spada di Damocle pende sulla testa di Prodi, se anche trovasse i numeri, sempre risicati, per farli votare.
Un grande Paese come l’Italia non può essere governato contando sui voti dei senatori a vita, cui auguro lunga vita. Deve poter contare su una maggioranza certa e congrua, perché governare significa affrontare i problemi contingenti con serenità e senza particolari e deleteri compromessi in tempi brevi.
E’ necessaria, quindi, una nuova legge elettorale che unisca la partecipazione alla governabilità, che non lasci il Paese in balia dei vari cespugli. Forse non occorrerebbe nemmeno una soglia di sbarramento se venisse diminuito il numero dei parlamentari di almeno la metà, perché ciò alzerebbe il quorum d’ingresso in parlamento. Ma l’on. Mastella è troppo furbo…
Tant’è che ha chiesto una verifica di governo, come ai bei tempi di Spadolini e di Altissimo, dimenticando che l’ultima verifica di governo risale alla fine di Febbraio, meno di tre mesi fa, e si concluse con l’accettazione del famoso decalogo di Prodi che, da democristiano pure lui, ha rimandato al mittente la richiesta.
Purtroppo, in queste ultime ore anche Rifondazione chiede la verifica…e due…
Ma durante il Consiglio dei Ministri di cosa parlano? Ma il Presidente del Consiglio non deve promuover il dialogo tra i partiti che lo sostengono, giorno dopo giorno?

1 commento:

Stefano Scargetta ha detto...

Purtroppo Mastella si sta rivelando uno dei peggiori esponenti di Governo.
Vi invito a guardare il video sul post nel mio blog, e a firmare e sotenere le petizioni attive.
Grazie per l'interessamento.

www.stefanoscargetta.blogspot.com