04 aprile 2006

LO SPETTACOLO DELLA POLITICA

Dai troppi confronti televisivi emerge l'isteria dei tanti leader politici che, invece di illustrare con chiarezza i propri programmi elettorali e criticare con altrettanta chiarezza e molta correttezza quelli degli avversari , si lasciano andare a toni e argomentazioni da "bar sport", pensando di avere di fronte un pubblico da stadio e non cittadini che vogliono capire onde poter esprimere un voto consapevole.
Ma nascondere la verità e non vedere la realtà in quanto non vissuta, sono due prerogative della classe politica italiana, specialmente quella di centro-destra.
Attori provetti, ormai interpretano così bene la parte che ogni confronto politico si trasforma in uno spettacolo con battute (....accie), sorrisi ironici, ammiccamenti, false arrabbiature e strumentali sovrapposizioni.
Il canovaccio è sempre lo stesso: demonizzare gli avversari fino alle denigrazione e vantare i propri meriti fino al paradosso, tanto che viene spontaneo chiedersi, innanzitutto, se credono in ciò che enfatizzano (forse è meglio "vendono") e poi in che Italia vivono. Tra l'altro, hanno, come molti attori sul viale del tramonto, una tale paura di non essere apprezzati (o di "non saper stare sulla scena") che portano con loro la vergogna della claque (gruppo di tifosi portati per applaudire a comando) che esplode ad ogni battuta dell'uno o dell'altro attore, scusate politico, con l'illusione che i battimani siano veri e di sicuro effetto.
Leader che hanno bisogno di applausi compiacenti per ingigantirsi, saranno sempre dei nani!
Alla fine dell'ultimo "Ballarò", in cui il Cavaliere ha mostrato le sue doti di showman che non quelle di politico e capo del governo, ho deciso di non seguire nessun altro dibattito televisivo se non quello del 3 Aprile tra Berlusconi e Prodi: sono ripetitivi, non fanno chiarezza e spesso ci inducono a far confusione tra chi ha governato e chi è stato all'opposizione.
Nel 2001 tutto era più chiaro: la CdL prometteva agli italiani che avrebbe cambiato il volto del Paese rendendolo più ricco.
E l'Italia è, infatti, cambiata: una parte è diventata più ricca (il 10% della popolazione detiene, il 40% della ricchezza), l'altra parte è diventata più povera (il debito delle famiglie ha raggiunto il 30%) e così è aumentato (qualcosa aumenta in questo benedetto Paese) il divario tra i ricchi e i poveri.
Oggi il paradosso sta nel ribaltamento dei ruoli. La CdL, invece di spiegare ai cittadini il disastro economico che ha procurato , chiede all'Unione di spiegare dove troverà i soldi per abbattere di 5 punti il cuneo fiscale e fa delle "sue supposizioni" le scelte dell'Unione. Ergo, le tasse saranno aumentate in misura molto elevata.
Ma nel contempo non ha detto niente riguardo alle sue scelte di programma (ce l'hanno un programma? O si affideranno ancora alla creatività di Tremonti?).
I cittadini , nonstante i comizi -fiume del "Cavaliere" e dei suoi supponenti e arroganti alleati, non conoscono il programma della CdL per rilanciare l'economia.
L'Fmi lancia l'allarme: "Pil e deficit peggio del previsto".
Tremonti sembra non curarsene: "Obiettivi centrati".
Casini sembra riconoscere le difficoltà: "Ha ragione Montezemolo, l'economia italiana è ferma al palo e dobbiamo tutti (chi?) rimboccarci le maniche".
Ma mentre il disastro dell'economia italiana montava, l'on. Casini la Camera di quale parlamento presidiava?
L'augurio che faccio ai cittadini italiani è di ritrovarsi a Pasqua con un premier diverso, con un governo diverso, con un progetto di società diverso che con serietà e con umiltà riporti l'Italia nell'agone proprio.

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