04 aprile 2006

LA POLITICA ESTERA ITALIANA DAL KAPO' AI BAMBINI BOLLITI

I grandi successi della politica estera italiana sono davanti agli occhi di tutti. Non vede solo chi non vuol vedere o chi è prevenuto!
Un pezzo dItalia è rimasto nella tenda di Putin, un altro nel ranch di Bush o nell'Olanda fascista (!) o nella Finlandia della premier signora Halonen conquistata dal fascino latino del "nostro" o nella Francia protezionista di Chirac.
Sarebbe facile ricordare le numerose perle di una lunga collana, ma mi limiterò alle ultime, per certi versi le più clamorose perchè usate afini elettorastici:
- La maglietta di Calderoli (all'epoca ministro delle riforme) difensore oggi del cristianesimo e del matrimonio di Santa Romana Chiesa (...e il matrimonio celtico? Il passato è passato!) : Le reazioni a Bengasi sono state provocate dai musulmani, i morti e i feriti...sono stati provocati dal fanatismo dei musulmani.
- Giovanardi (l'attuale ministro....di cosa?), che definisce "nazista" una legge sull'eutanasia dell'Olanda che dai nazisti fu invasa e calpestata, ha provocato la reazione indignata del premier olandese allargando ulteriormente il fossato che separa l'Italia dai paesi dell'UE (ricordate la prima picconata col celebre epiteto di Kapo dato dal Cavaliere all'europarlamentare tedesco Schultz?).
- Le esternazioni di Berlusconi, che spesso dimentica di essere ancora il capo del governo, gridate durante il comizio a Napoli domenica scorsa secondo cui "i Cinesi bollivano i bambini e poi concimavano i campi"(il solito Calderoli aggiunge che "i bambini li mangiavano") hanno provocato attraverso una nota le proteste ufficiali del Minstro degli esteri cinese che aggiunge: "... le parole e i comportamenti dei leader italiani dovrebbero favorire la stabilità e lo sviluppo di relazioni amichevoli tra la Cina e l'Italia". Tra l'altro non dimentichiamo che il ministro Tremonti come il governo tutto imputa alla Cina parte del fallimento della politica economica italiana.
Non poteva mancare, infine, l'ulteriore dichiarazione del Cavaliere che ammette la discutibilità della battuta; ma fa riferimento alla sottile ironia con cui è stata proferita e al la stanchezza dell'oratore. Ma ha, altresì, dichiarato ai giornalisti, dopo la partecipazione a "Ballarò" : "E' storia , mica li ho bolliti io i ragazzini". E aggiunge per meglio farsi capire: "Ho rapporti assolutamente normali con il governo cinese, con Putin, non vedo perchè non posso parlare del comunismo russo e cinese che sono ormai un fatto storico (ingenuo o incompetente?)."
Ma, d'altro canto, il Cavaliere va in giro col suo manuale di stotia preferito (l'ha esibito anche a "Ballarò"): "Il libro nero del comunismo" di Stephane Courtois edito dalla Mondadori.
Mi permetto di consigliargli di leggere "Il libro nero del capitalismo" di AA.VV. e vedere "La folla innumerevole di quelli che vennero deportati dall'Africa nelle Americhe, fatti a pezzi nelle trincee di una guerra idiota, bruciati vivi dal napalm, torturati a morte nelle prigioni dei cani di guardia del capitalismo, fucilati al Mur des Federes a Fourmies, a Setif, massacrati a centinaia di migliaia in Indonesia, quasi estinti come gli indiani d'America, assassinati in massa in Cina per assicurare la libera circolazione dell'oppio: Da tutti costoro lr mani dei vivi hanno ereditato la fiaccola della rivolta dell'uomo non riconosciuto nella sua dignità: Sono le mani troppo presto senza vita di quei bambini del Terzo Mondo che la sottoalimentazione , ogni giorno, uccide a decine di migliaia; sono le mani scheletriche dei popoli condannati a rimborsare gli interessi di un debito di cui i loro dirigenti-fantoccio hanno rubato il capitale; sono le mani tremanti degli esclusi, sempre più numerosi, enuti ai margini dell'opulenza." ( Gilles Perrault)
Tra i tanti cortigiani che lo hanno spalleggiato non si può non citare la dichiarazione dell'on. Bondi come sempre misurata e ragionevole.
Come si fa a non credergli, proprio ora che da comunista pentito sulla strada di Arcore (tanto da essere in portavoce di Forza Italia) afferma : "Paradossale che la sinistra d'indigni: il presidente ha ricordato un falso storico tragicamente indubitabile contro il quale esprimeva una condanna (presumo usi come fonte storica lo stesso manuale che usa Berlusconi)".
Pensate quello che volete ma io mi associo al suo disgusto e mi chiedo come abbia fatto a resistere tanti anni con un tale rospo dentro ricoprendo, addirittura, la carica di sindaco comunista.
Grande prestigio internazionale,grandissimo prestigio inrternazionale, da kapò aibambini bolliti!
Favola di Fedro: tanto si gonfiò che scoppiò!
Cologno 30,03,06

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