04 febbraio 2009

INDAGATO IL MINISTRO FITTO

Il ministro Fitto è stato rinviato a giudizio. Il 12 maggio inizierà il processo che lo vede imputato in turbativa d’asta e interesse privato.
Il ministro sostiene di essere innocente e, pur dichiarando di essere “felice” della data certa dell’inizio del processo, annuncia “una opportuna iniziativa giudiziaria” poiché reputa di trovarsi “dinanzi al paradosso” di una vicenda costruita “su una presunta parentela …la cui inesistenza è stata verificata e ammessa in sede di udienza preliminare dallo stesso pm Nitti”.
Non spetta a me sostituirmi al pm o emettere una sentenza, come non lo può fare lo tesso “presunto” imputato perché…di parte.
Non conosco la vicenda. So soltanto che la vicenda che registra il presunto coinvolgimento del ministro, allora presidente della Regione Puglia, si riferisce alla vendita per 7 milioni di euro dei supermercati Cedis, a fronte di un valore stimato di 15,5 milioni.
Si tratta, stando alla difesa, di un “rinvio del proscioglimento.
Come al solito l’avvocato difensore, nel caso dei politici, diventa giudice.
Se il pm ha ritenuto necessario il rinvio a giudizio vuol dire che dagli interrogatori degli altri imputati è emerso qualche dubbio sui comportamenti del ministro…oppure no.
Siccome il nostro sistema giudiziario prevede la colpevolezza alla fine di tutti i gradi di giudizio e tutti sono innocenti o presunti colpevoli fino ad allora, comprendendo la premura del ministro nel vedere risolto velocemente il problema, lo stesso dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di lasciare l’incarico istituzionale che ricopre per meglio potersi difendere.
Ad ognuno il suo mestiere.

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