08 dicembre 2007

L’OMOSESSUALITA’ : A RISCHIO IL GOVERNO

Mercoledì scorso in Iran è stato giustiziato per impiccagione Makwan, un ragazzo di vent’anni accusato di essere gay. Il presidente Ahmadinejad afferma che i gay in Iran non esistono, piuttosto è la sodomia è il reato che porta alla morte (la sharia condanna l’omosessualità…). Meglio negarne l’esistenza e girarci attorno che giustificare un crimine commesso dall’istituzione.
Giovedì scorso la senatrice Binetti non vota la fiducia al governo per un emendamento a tutela delle diverse tendenze sessuali. La teodem del PD, già Margherita, quella del cilicio, pensava forse di essere in Iran in compagnia di ligi seguaci di San Paolo quali Andreotti, Buttiglione, Mastella (minaccia di non votare…), Mantovani …
L’emendamento incriminato rialza le pene (abbassate dal governo precedente) previste in applicazione dell’articolo 13 del Trattato di Amsterdam, che così recita: il Consiglio “può prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, l’età o le tendenze sessuali”. Anche da noi è meglio negare l’evidenza della discriminazione: si evitano rompicapi e anatemi… dalle alte sfere.
Buttiglione chiede se la sinistra “vuole mandare in galera San Paolo” per quanto affermò sull’omosessualità.
Certo da un europarlamentare, già ministro e filosofo in carica, ci si aspetta qualcosa di meglio e un’argomentazione più consistente.
Ricordo che Gesù nei vangeli non parla mai di omosessualità. E San Paolo, il fondatore della dottrina cella Chiesa, afferma: “Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni verso gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento (Rm 1, 26-27) ”.
Mentre Joseph Ratzinger, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede scrive (Homosexualitatis Problema, 1986): “Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo da punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa deve essere considerata come oggettivamente disordinata”.
Non meritano commento le dichiarazioni dell’on. Mantovani (“…prevedere pene fino a tre anni per i cattolici che diffondono il pensiero del Papa”.), e della Lega che col solito colorito linguaggio vede nel provvedimento “una pistola puntata e un ricatto contro la Chiesa”.
Sono strumentali, distolgono dal vero significato dell’emendamento e lasciano intendere che il Papa la pensa come la Binetti. Fare quadrato contro un atto di civiltà non è certamente meritorio.

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