19 gennaio 2009

VOTI DI FIDUCIA A GRAPPOLI

I voti di fiducia, escludendo quello dovuto del 15 maggio 2008 (si votava la fiducia al nuovo governo), chiesti dal IV governo Berlusconi a oggi, a otto mesi esatti della sua operatività, sono ben dieci, uno ogni 24 giorni. Di questo passo, alla fine della legislatura potrebbero essere almeno sessanta. Un bel record! È a un passo dal record, ritenuto inarrivabile, di Prodi.
Certo, il governo Prodi, nei suoi 618 giorni di vita, ha chiesto un voto di fiducia ogni 22 giorni, per un totale di 28, ultimo quello del 24 gennaio 2008, battendo ogni record.
Le condizioni in cui ha operato il governo Prodi sono state del tutto differenti dalle attuali. La composizione della maggioranza a più voci, lo scarto di un solo voto al senato, ponevano il governo nello stato di necessità costante su ogni provvedimento legislativo. Ogni voto di fiducia era considerato l’ultima spiaggia.
Le condizioni in cui opera l’attuale governo Berlusconi sono del tutto diverse. Può, infatti, contare su una grandissima maggioranza sia alla Camera che al Senato. Nessun rischio!
Perché, quindi, il ricorso continuo al voto di fiducia? Nessuna giustificazione addotta è vera!
La spiegazione potrebbe essere la paura di mostrare le contraddizioni interne alla maggioranza, che ci sono, e di blindarla: nessuna divisione deve apparire. I cittadini-utenti devono certificare una maggioranza compatti e determinata. Dietro il sipario il teatrino continua!
Indipendentemente dall’importanza del provvedimento, il voto di fiducia, fermo la sua straordinarietà, non ha giustificazione e rappresenta un’umiliazione del Parlamento e della democrazia. All’opposizione, e non solo, non è permesso di discutere il provvedimento e di apportare, se necessario, e spesso lo è, modifiche.
Non la pensa così il ministro Elio Vito che motiva il voto di fiducia come un “omaggio alla centralità del Parlamento” e “in onore del lavoro della commissione”. Sicuramente un delirio, tanto che persino l’on. Fini, presidente della Camera, ha ritenuto opportuno usare parole piuttosto dure: “è la prima volta che sento dire che viene posta la questione di fiducia in omaggio alla centralità del Parlamento. Il rispetto della sua centralità e della sua funzione nel procedimento legislativo non si limita all’omaggio del lavoro fatto in commissione impedendo ai deputati di pronunciarsi in aula su un testo”.
Sappiamo tutti a quale schieramento politico appartiene Fini e questo rende particolarmente grave la dichiarazione che evidenzia l’uso improprio del voto di fiducia, che nessuna persona di buon senso e profondamente rispettoso delle prerogative del Parlamento può ignorare.

Ecco il quadro (Fonte: ANSA) dei voti di fiducia di questa legislatura, con i relativi risultati.

Camera 25/6/2008 decreto fiscale 326 sì, 260 no, 3 astenuti
Camera 15/7/2008 decreto sicurezza 322 sì, 267 no, 8 astenuti
Camera 21/7/2008 decreto manovra 323 sì, 253 no
Senato 1/8/2008 decreto manovra 170 sì, 129 no, 3 astenuti
Camera 5/8/2008 decreto manovra 312 sì, 239 no
Camera 7/10/2008 decreto scuola 321 sì, 255 no, 2 astenuti
Camera 22/10/2008 decreto Alitalia 309 sì, 250 no, 2 astenuti
Camera 2/12/2008 decreto sanità 307 sì, 241 no
Camera 7/1/2009 decreto università 302 sì, 228 no, 2 astenuti
Camera 14/1/2009 decreto anticrisi 327 sì, 252 no, 2 astenuti.

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