16 dicembre 2010

BONDI E L’ARROGANZA PERPETUA

Bondi scrive una lettera al Pd con la quale chiede che venga ritirata la mozione di sfiducia nei suoi confronti, “considerandola un atto parlamentare così spropositato”.
Uno pensa che un ministro che ha trovato la forza di chiedere al Pd il ritiro della mozione di sfiducia sia mosso da un minimo di umiltà. Basta, però, leggere la lettera per constatare tutto il contrario. Nemmeno in un momento così grave per la sua immagine, riesce, non solo a pensare ma nemmeno a esprimere un approccio di corretta modestia. Infatti, l’atto parlamentare per il ministro è “pretestuoso e dirompente sul piano umano e rappresenterebbe un’onta non per me che lo subisco ma per voi che lo proponete”. Poi accusa di acredine della sinistra nei suoi riguardi perché li ha lasciati per approdare in Forza Italia “per la consapevolezza dell’impossibilità di una evoluzione socialdemocratica del Pci”. Infine con un’ingenuità piena d’ipocrisia non si capacità che si possa chiedere la mozione di sfiducia per “i crolli avvenuti a Pompei” poiché “altri crolli sono avvenuti nel passato, e probabilmente (!) altri avverranno nel futuro, senza (ecco la ciliegina che esprime tutta l’arroganza e la supponenza di un ministro, espressione di un governo proiettato verso il culto della persona) che a nessuno passi per testa di chiedere le dimissioni del ministro …”.
Il ministro dovrebbe spiegare ai cittadini, mentre chiede loro di accettare i tagli come necessari per rafforzare l’economia, alcune sue scelte, come apprendiamo dai quotidiani, piuttosto discutibili, anche come casi umani, che sembrano ai nostri occhi inesperti degli sperperi:
- Vengono stanziati 400.000 euro per consegnare il premio “Action for women” all’attrice bulgara Michelle Bonev (chi?), arrivata con 40 (quaranta) connazionali al seguito. Forse per occupare due file della sala, arricchita dalla presenza della ministra Carfagna e del ministro Galan.
- Un posto al ministero per il figlio della compagna, l’onorevole del Pdl Emanuela Repetti.
- 25.000 euro dei fondi FUS (fondo unico per lo spettacolo) all’ex marito della compagna.
Poi sono stati stanziati per decreto 670.000 euro a Novi, dove il ministro ha trasferito la residenza, per lavori in due chiese; 285.000 euro per la compagnia teatrale di Mariano Anagni. Per carità tutto regolare, ma, visto i tagli alla cultura, il ministro potrebbe illustrarci, almeno come rispetto che si deve ai soci pagatori dello stipendio che percepisce, quali criteri usa nel destinare i residui fondi?
Spero che il Pd non ritiri la mozione di sfiducia, sia per un senso di coerenza e serietà, sia per l’uso negativo che il ministro ha fatto della delega.

Nessun commento: