08 agosto 2007

NON FIRMARE PER IL REFERENDUM

Il seguente post è stato scritto precedentemente alla scadenza della raccolta delle firme.

Mi auguro ardentemente che i presentatori del referendum non riescano a raccogliere le firme necessarie. In tal modo i mistificatori, i soliti mistificatori vestiti di buon senso istituzionale, ritornerebbero ad attività meno dannose per la democrazia. E’ vero che il referendum, qualora vincesse il si, annullerebbe il “porcellum”, ma il guaio è che non ridarebbe al cittadino la “sovranità” come recita l’art.1 della Costituzione (“…La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.), in quanto il voto di preferenza non sarebbe ripristinato.
Con la vittoria del referendum, le segreterie dei partiti, trasformati ormai in SpA, continuerebbero ad esercitare un potere assoluto nella scelta dei parlamentari, imbarcando personaggi dalla condotta poco chiara o ripristinando (già fatto. Per la verità) l’italico nepotismo.
Ma la cosa più squallida viene dalla solidarietà dimostrata senza arrossire da leader di partiti che parlano di democrazia o cercano di imparare ad usarla mentre stanno sempre in mezzo al guado.
E la sinistra nel suo complesso , onorevole Fassino, dovrebbe sentire il dovere di difendere la democrazia, rinnegando a voce alta un referendum di tal genere e chiedendo allo stesso modo che sia il Parlamento a votare una nuova legge elettorale che ripristini la sovranità popolare (il cittadino deve avere la possibilità di scegliere tra più candidati e non trovarsi davanti una lista bloccata.) e, quindi, riporti la democrazia nel suo alveo della partecipazione.
All’onorevole Fassino che dichiara che voterà si, forse interessano di più le quote di partecipazione del Partito Democratico che il ripristino delle regole democratiche che dovrebbe ben conoscere almeno dal momento del suo ingresso e quello di sua moglie in Parlamento.

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