20 novembre 2007

L’UNTO E IL CAMBIO DI STRATEGIA

O patria mia, vedo le mura e gli archi/ e le colonne e i simulacri e l’ermi/ torri degli avi vostri/ma la gloria non vedo,/… Or fatta inerme,/ nuda la fronte e nudo il petto mostri./ Oimé quante ferite,/ che lividor, che sangue!…/chi la ridusse tale? E questo è peggio,/che di catene ha carche ambe le braccia;/…siede in terra negletta e sconsolata,/ nascondendo la faccia tra le ginocchia, e piange (Giacomo Leopardi).
E’ stata pubblicata nel 1818, ma potrebbe essere stata pubblicata ieri o stamattina. Oppure è una profezia, ciclicamente determinata e facile da determinare anche ad un poeta!
Il teatruccio (nuovo conio, come le rutelliane alleanze) della politica nei scorsi giorni si è sbizzarrito, dando il meglio di sé. Relativamente a “teatruccio”, s’intende!
Maggioranza e opposizione hanno fatto di tutto per confondere i cittadini che ancora credono nella politica: tentativi di acquisto, passaggi gratuiti da una coalizione all’altra, nascita di nuovi partiti, dichiarazioni per gli addetti ai lavori, minacce più o meno esplicite, richieste di nuovi assetti, porte chiuse che lasciano uno spiraglio o spiragli che lasciano le porte chiuse, proclami, posizionamenti….spallate che lasciano le spalle lussate, e coalizioni inossidabili vicini al collasso.
Ma, come sempre, chi ha rubato la scena è sempre lui, l’unto, l’uomo della provvidenza (per Fini sicuramente) che, con sorrisi a tutta guancia, passa da una dichiarazione all’altra, la seconda opposta alla prima e così …dicendo.
Ma come, si chiede lo stordito (inebetito, per il grande comunicatore) elettore forzista, il “Proclama di Montecatini (11/11/07)” non aveva sancito una netta chiusura alla proposta si dialogo su una nuova legge elettorale? “Non ci sono i tempi per una nuova legge elettorale” e poi la legge elettorale, aveva previsto sarà la tomba di Prodi (“Alcuni senatori del centro sinistra continuano a dirmi in privato che non voteranno la legge finanziaria”…ergo…): uno statista senza tempo e, per di più, credulone, che fonda la sua strategia su confessioni di avversari politici e su possibili misfatti diniani ( ma una volta non era rimasto bruciato?)!
Eppure, il “suo” popolo e non solo domenica lo ha gratificato con un plebiscito (mi vien da ridere!): via questo governo, nuove elezioni subito!
Così il leader unicum, interpretando la volontà…recondita del “suo” popolo ha annunciato la fine di Forza Italia, nascita di un muovo partito (partito del popolo delle libertà?) e …il cambio di strategia: “Se la maggioranza avanzerà proposte o dirà sì alle nostre, saremo (pluralis maiestatis, come le antiche Maestà) lieti…”.
“Ma non è coerente, interviene il mio amico, io lo abbandonerei a sé stesso…cambiare del tutto…”
Ma che cosa è la coerenza, se non un modo di condurre la propria vita senza contraddizioni e conformemente al proprio pensiero?
E quali contraddizioni vede nei suoi comportamenti un personaggio abituato alle contraddizioni, alle smentite ?
Si può affermare, quindi, che la sua coerenza è determinata proprio dalle sue contraddizioni: non sarebbe più l’unicus.

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