12 ottobre 2009

FUNERALI DI STATO

I funerali di stato a Messina dopo una tragedia da due anni annunciata, rappresentano il trionfo dell’ipocrisia.
Le istituzioni, le massime autorità politiche e religiose si danno convegno, in un rituale che sa tanto di sciacallaggio.
Tutti presenti: il premier Berlusconi, il presidente del senato Schifani, il ministro Alfano, la ministra Prestigiacomo e il presidente della Regione Sicilia Lombardo.
I funerali di stato per disastri naturali dovuta all’incuria e alla responsabilità del potere politico sono in continuo aumento
A cosa servono e a chi servono?
Non servono a niente. Servono solo a prolungare il dolore dei familiari. Si è perduto anche il raccoglimento in memoria dei chi non c’è più, per una disgrazia annunciata: “L’evento era stato previsto”, ha dichiarato Berlusconi.
La solita omelia del vescovo locale che chiede più rispetto per la “sua” (perché sua?) gente e più responsabilità dei politici nel risolvere i problemi, i soliti visi composti di circostanza dei soliti politici, le solite dichiarazioni (indagheremo, i colpevoli pagheranno...) le solite assicurazioni di ricostruzione rapida come rapida sarà la messa in sicurezza…la solita passerella acchiappatoti, la solita Tivù che fa vedere e sentire gli applausi e taglia le contestazioni e i fischi.
Da tutto ciò emerge un’Italia sfigata e…contenta, dove le promesse diventano realtà e i politici, veri responsabili del degrado, in questo caso di Messina, invece di assumersi le responsabilità (Matteoli è stato per cinque anni il ministro di competenza come lo è oggi la ministra Prestigiacomo…per di più siciliana) continuano, senza rispetto per i morti, a predicare un’Italia che non c’è.
È una disgrazia, una sciagura…sì, quella di avere questa classe politica mediocre per la quale l’apparire è più importante dell’essere.
Se la sovranità, come recita l’articolo uno, appartiene al popolo, il popolo dovrebbe essere messo nella condizione di esercitarla, in primis eleggendo direttamente i propri rappresentanti, buttando a mare le liste bloccate di fascista memoria.
Quando si porrà fine a tale insulsa usanza, rendendo omaggio e riservatezza al dolore dei familiari delle vittime delle disgrazie?

10 ottobre 2009

PRIMUS SUPER PARTES

Una bugia, potete chiamarla anche mistificazione, detta e ridetta dai media senza soluzione di continuità, diventa, per i non informati e i distratti di parte, una verità.
È quello che succede da un pò di anni a questa parte in Media-Rai e nella stampa che fa riferimento al premier Berlusconi.
Così, tutti sanno che è un perseguitato della giustizia, che l’informazione è per l’80 % in mano alla sinistra, che i giudici costituzionali sono per la maggior parte di sinistra, che il capo dello Stato è anch’esso di sinistra, che Noemi e la D’Addario sono invenzioni della sinistra, che il giudice che ha condannato la Fininvest ora Mediaset ad una supermulta ha dato un giudizio politico, che è stato prosciolto nel giudizio sul Lodo Mondadori dall’accusa di corruzione e non prescritto, che il caso Mills è una montatura, che…insomma, dietro tutto questo c’è un complotto per ribaltare quanto il popolo ha determinato legittimamente col voto.
Sgombriamo innanzitutto il campo da ogni equivoco: l’attuale governo, suffragato da un voto popolare di larghe proporzioni, è pienamente legittimo e deve, salvo complicazioni, governare.
È pure vero, però, che la delega data dal popolo non è per sempre ma limitata nel tempo. Saranno altre elezioni a stabilirne la continuità o ad interromperla.
Com’è vero che deve governare nel rispetto delle regole democratiche e della Costituzione. Deve, altresì, ricordare che i partiti della coalizione di governo non hanno raggiunto il 50 % dei suffragi ed è stato in virtù di una legge elettorale che il Pdl di trova a gestire le due camere con una differenza così alta. Ciò rappresenta non un limite al governo, ma un limite alla sua azione di depotenziamento e di continua mortificazione del parlamento, visti i 24 voti di fiducia e i continui decreti.
L’on. Ghedini, nonché avvocato personale del Presidente del Consiglio, nella sua arringa davanti alla Corte Costituzionale ha sostenuto che “la legge è uguale per tutti, ma la sua applicazione no”, mentre l’altro difensore, avv. Pecorella ha sostenuto che Berlusconi non è “primus inter pares” ma “primus super pares”. Non contento d’avere come difensori due principi del foro, ha ingaggiato anche l’Avvocatura dello Stato (poteva, essendo contemporaneamente soggetto del Lodo e oggetto, diciamo impropriamente, dello stesso? Non si è verificato un conflitto d’interessi?) che ha paventato il pericolo che l’eventuale riapertura dei processi a carico del Premier, ne limiterebbe l’azione di governo con grave danno dei cittadini.
Arroganza e mancanza di rispetto verso un organo che, seppure nella sua eterogeneità, rappresenta la più alta garanzia costituzionale! Questa è stata la linea di difesa del Lodo messa in piedi dai legulei del momento. Sembrerebbe che il complotto sia molto più di…casa di quanto il premier possa pensare!
La mia è una battuta. È certo, comunque, che l’incompetenza non può essere nascosta dall’arroganza!
Le dichiarazioni di Berlusconi, a caldo e a freddo, per strada e al telefono, assomigliano a un galeotto braccato prossimo ad essere catturato più che a un Presidente del Consiglio legittimamente eletto e nel pieno delle sue facoltà. In guerra con tutti, tranne che col suo popolo, ormai vede complotti e comunisti dappertutto. Esige rispetto ed eccede nelle offese (gli italiani coglioni, i giornalisti farabutti, Napoletano è di sinistra, niente di male se non la usasse come parola offensiva, più bella che intelligente…).
In questa squallida vicenda si distingue l’attacco al Capo dello Stato che, secondo Berlusconi, sarebbe dovuto intervenire, conoscendo i giudici costituzionali, almeno quelli di nomina presidenziale, in un’opera di persuasine ed evitare così la bocciatura del Lodo Alfano, che, al di là delle varie prese di posizione sull’operato della Corte, rimane incostituzionale per aver violato gli articoli 3 e 138 della carta Costituzionale, che non è una semplice “carta” su cui ognuno può scrivere ciò che più gli aggrada. Sono regole di convivenza che bisogna rispettare, valide per questo governo come lo sono state per i precedenti e come lo saranno per i futuri.
Questa pretesa è tanto grave in quanto non solo perché lede la dignità di ogni singolo giudice costituzionale, ma equiparerebbe il Presidente della Repubblica a un qualsiasi corruttore!
È questo che voleva Berlusconi? Non credo…saranno state la stanchezza e la delusione del momento.
Penso che Berlusconi debba pensare più a governare (nessuno vuole le sue dimissioni, tranne l’Idv…il Pd ha i suoi problemi…) e meno a polemizzare, salvo che ciò non sia una strategia per nascondere le difficoltà sue e del governo ad affrontare i veri problemi del Paese.
I cittadini, comunque, si sono stancati dell’arroganza e degli slogan suoi e dei suoi rappresentanti, vogliono fatti, quelli veri, quelli che i media narcotizzati non dicono.
Voglio esprimere, infine, tutta la mia solidarietà all’onorevole Rosy Bindi per le vergognose e triviali offese in diretta di Berlusconi. Visto lo share, penso che dopo simile exploit del premier, molte donne abbiano capito di “che pasta” è fatto e cambino atteggiamento e, soprattutto, voto.

06 ottobre 2009

BRUNETTA E LA TRASPARENZA

Il ministro della funzione pubblica Brunetta parla di “operazione trasparenza” per gli operatori dell’informazione pubblica televisiva. Nei titoli d’apertura delle varie trasmissioni dovrebbe comparire uno schema che informi gli spettatori del “compenso all’autore e il compenso ai giornalisti”, lo share della settimana precedente, le querele che ha ricevuto e l’esito dei giudizi perché “continuiamo a pagare noi i costi del risarcimento e questo non è giusto”.
Il ragionamento non fa una grinza. Lo condivido.
Ma il provvedimento per essere corretto dovrebbe riguardare non solo l’informazione e non solo il servizio pubblico, visto che il ministro continua, affermando che “non posso farmi dare del politico castale da un giornalista che guadagna dieci volte quello che guadagno io”. Spero che non sia un fatto personale, perché, a proposito del guadagno, penso che un parlamentare o un ministro della Repubblica, nostri dipendenti, anche se guadagnano dieci volte meno di un giornalista, guadagnano fin troppo rispetto a quanto guadagna in media un cittadino e rispetto alla produttività.
Circa i costi del risarcimento per i “giudizi” persi, corretto il principio, mi meraviglio che il ministro non abbia sollevato tale problema riguardo il caso Santoro riammesso in servizio e non solo e circa la multa che dovette pagare la Rai, cioè il cittadino, nel caso Meocci, presidente incompatibile nominato dal cd della Rai a maggioranza centro destra...e a proposito di share, come la mettiamo col flop di “porta a porta” di qualche settimana fa e il rinvio di altre trasmissioni?
Il ministro sembra avere la lingua lunga, a ragione, ma la memoria corta, a torto (a ragione?)
Le cose che dice, bisogna dargliene atto, se realizzate, potrebbero dare una svolta al servizio pubblico. Finalmente molte teste calde, prima di scrivere roventi articoli o mandare in onda trasmissioni infarcite di falsità e diffamazioni o mettere alla berlina politici onesti e scrupolosi nel loro servizio al Paese, temendo per la loro tasca, oltre al lavaggio farebbero anche il prelavaggio alle notizie. Questa non è censura, ma è giusto che il cane abbai solo quando vede che il ladro sta andando via col malloppo e non prima. Forse era l’uomo delle pulizie che era tornato per finire lo studio o il bagno…chissà!
Altre due ovvie verità che condivido, non in quanto ovvietà ma in quanto verità. Certo risulta difficile, quindi comprensibile, conoscere i proprietari di tutte le testate giornalistiche o televisive e i rispettivi consigli di amministrazione, ma riesce difficile pensare che il ministro non conosca la proprietà di testate come “Libero”, “il Giornale” o “il Foglio” o di Mediaset.
“Chiudere i rubinetti ai cattivi editori, ma anche al cattivo cinema e al cattivo sindacato”.
Giusto, anzi giustissimo, compagno Brunetta!
Al ministro sfugge che i contributi agli editori sono dati a pioggia, anche ai quotidiani sopraddetti. Non entro in merito alla loro bontà, semmai alla loro proprietà, ma sarei il primo a sostenere la sua battaglia se fossero aboliti gli aiuti di stato e si creasse, così, una vera impresa editoriale e fosse il mercato a decidere la loro sopravvivenza.
Sul cattivo cinema e sul cattivo sindacato, riprenderemo il discorso, anche se mi sembra, in una democrazia, difficile stabilire il grado di cattiveria o di bontà.
E se abolissimo gli albi professionali? Non farebbe parte un tale provvedimento di una politica di liberalizzazioni propria di un governo liberale?
Ministro pensi anche a queste cose, se ha il tempo!

05 ottobre 2009

L’EVENTO ERA PREVISTO

Berlusconi, parlando della tragedia di Messina: “L’evento era stato previsto e nel nostro centro romano era stato previsto in anticipo. Avevamo dato l’avviso per tempo (Maltempo: in arrivo perturbazione sulle regioni centrali e sulle isole maggiori. 30 settembre), poi la precipitazione iniziata nelle prime ore del pomeriggio del primo ottobre è stata più intensa di quanto si prevedeva”.
Una simile dichiarazione non merita commento alcuno.
- La colpa è stata della straordinarietà dell’evento…le previsioni del tempo parlano chiaro. I cittadini di Giampilieri dovevano evacuare il paese, trovarsi una sistemazione…
- Dove? Potevano telefonare al Cavaliere, avrebbe provveduto.Una villa in Sicilia a disposizione…
- Ma stava assistendo assieme a Bossi e metà governo alla prima del colossal “Federico Barbarossa”.
- E allora? Nelle disgrazie è sempre presente…
- Ma era un incontro istituzionale…
- Hai ragione…non può abbandonare il suo principale alleato e in quei momenti sarebbe stato d’intralcio.
- Ma era in contatto con Bertolaso…la situazione sotto controllo…la pioggia…ecco…tanta pioggia…
- La ricostruzione sarà veloce e il posto scelto sicuro…come a L’Aquila…
- Su questo puoi stare sicuro, parla di Berlusconi
- Ma Cuffaro…Lombardo…il dissesto idrogeologico di cui tutti parlano…era conosciuto…
- Ma che dici. Sono calamità naturali, imprevedibili. I cittadini dopo quanto successo nel 2007 hanno avuto due anni di tempo per porre rimedio, trasferirsi, almeno d’inverno. Ma non li ascoltano mai le previsioni del tempo!
- Tutti sapevano…eppure…
- Non preoccupatevi. Avrete una casa più bella di prima e un paese più moderno.
- Promesse!
- No, parola di Berlusconi!

03 ottobre 2009

SIAMO ALLA PALESE INDECENZA

Il presidente del Senato Schifani, la seconda carica dello Stato, così commenta la puntata di Annovero: “Il servizio pubblico dovrebbe fare comunicazione nei limiti della decenza sopportabile dal Paese: temo che questo limite sia stato superato da un pò di tempo. Siamo alla palese indecenza.”
Anch’io come cittadino italiano sono indignato quanto e più del Presidente del Consiglio, ma non per Annozero e per la presenza della D’Addario, ma per lo stato in cui versa l’informazione, non solo pubblica, e per le pressioni esercitate dal potere politico.
È poco comprensibile l’assioma secondo il quale la D’Addario, essendo una escort, non può comparire in un programma televisivo, ma può partecipare alle feste in casa Berlusconi o essere candidata a Bari in una lista sponsorizzata da un ministro. Non entro in merito alla notte…non m’interessa. M’interessa, invece, che il Presidente del Consiglio, che nella sua veste istituzionale mi rappresenta, non abbia comportamenti poco decorosi e rappresenti l’Italia nel mondo più sobrio e opportuno.
“Il servizio pubblico dovrebbe fare comunicazione nei limiti della decenza”. L’uso del condizionale, “dovrebbe”, ci dice che non sempre la decenza è stata esercitata. Il presidente Schifani sicuramente si è riferito a quelle puntare di “Porta a porta” in cui il Premier a partecipato senza un credibile contraddittorio, o all’apologetico TG1, o a “La vita in Diretta”, o alle passerelle di disinformazione dei portavoce di turno che infestano i nostri tigi.
Individuare i limiti della decenza non è facile, ma potremmo nominare una commissione di garanzia apposita, composta in ragione della rappresentanza politica..o no?
In tal caso l’onorevole Cicchitto, avrebbe presentato la sua lista di prescrizione con un mandato ben preciso e non sarebbe stato accusato d’invadenza o intimidazione.
Certo, il compagno Cicchitto ha fatto carriera. Ha attraversato, passando anche dalla sinistra di Lombardi, quasi tutto l’arco costituzionale, quasi perché l’MSI non c’è più. Ha dimenticato nella sua foga, il caso dell’on. Cucciolina che, se non erro, esercitava il mestiere di pornostar…
È vero, “siamo alla palese indecenza”: ministri indagati, ministri che usano un linguaggio sprezzante e offensivo (lo stesso Berlusconi chiama i giornalisti farabutti, ma prima aveva chiamato gli italiani coglioni…), un parlamento con pregiudicati, il ricorso continuo al voto di fiducia (24 volte) che mette il bavaglio al Parlamento e mortifica la democrazia, il lodo Alfano, le leggi ad personam, gli scudi fiscali, i disastri evitabili come l’alluvione di Messina, Palermo sommersa dai rifiuti, la scuola, l’università, la ricerca, la disoccupazione…
Siamo alla palese indecenza!
On. Presidente Schifani, perché non s’interpella il popolo sovrano per la nomina dei dirigenti Rai, perché non si lascia decidere al popolo sovrano, siamo in fondo noi a pagare il canone, quali programmi televisivi promuovere e quali bocciare.
Siamo alla palese indecenza, di voler imporre un pensiero unico, un’informazione di stato.
Ma se ciò si realizzasse e poi il suo governo perdesse le elezioni, solo per miracolo, chiederebbe il presidente Schifani una svolta sulla libertà di stampa, giudicandola di parte e chiamandola indecente?
D’indecente c’è dolo da disinformazione, la mancanza d’informazione, la censura di stato. Queste cose devono indignarci!
Intanto, oggi partecipo alla manifestazione per l’informazione, sperando di trovarmi accanto tanti cittadini che hanno votato per il Pdl!

01 ottobre 2009

È SERVIZIO PUBBLICO?

Il dibattito sul diritto all’informazione, dopo la puntata di “Anno zero”, si è spostato, questa volta per merito del Pdl (Scaiola – Romani), sulla querelle se trasmissioni come questa o quella della Dandini sono compatibili col servizio pubblico, specie se, nel caso di “Anno zero” ospita l’escort D’Addario.
Il sottosegretario Romani non si chiede, però, se fosse compatibile con palazzo Grazioli, quando fu ospite per ben due volte, così dicono, del premier, una delle quali del letto di Putin. Per carità, niente di male…ma un po’ di decenza sarebbe d’obbligo!
Il sottosegretario non si chiede nemmeno se la trasmissione di Vespa dal titolo roboante “Stasera parlo io”, ospite senza contraddittorio il suo Presidente del Consiglio, sia stata compatibile col servizio pubblico.
Penso che, se i telespettatori dovevano sapere allora la versione di Berlusconi su Noemi e la presa di posizione della signora Lario, oggi devono conoscere la versione di una testimone diretta. Se quella trasmissione è stata compatibile col servizio pubblico non si capisce perché non lo è stata “Anno zero”. Il premier può buttare in piazza la sua vita privata e la sua verità nelle tivù, nei rotocalchi e nei quotidiani, ma il cittadino non deve sapere da chi è governato se sono altri fonti a parlarne, pur avendone il diritto.
Quello che in ogni democrazia è la normalità, in Italia diventa un abuso, un’incompatibilità e così siamo scivolati al 73° posto per la libertà di stampa: da non crederci!
I cittadini hanno il diritto di essere informati e saranno loro stessi a decidere quali trasmissioni vedere e quali no, perché, come dicono gli onorevoli del Pdl, gli italiani sono intelligenti perché hanno saputo scegliere. Bene!
Per di più queste trasmissioni di parte e faziose, portano voti al Pdl, lo dice lo stesso Berlusconi, è allora perché questo attacco scomposto, perché sono stati convocati d’urgenza dal governo il vertice della Rai?
Il sottosegretario assicura che non ci sono fini sanzionatori (non spetta governo deciderli) né di verifica della linea editoriale della Rai (nemmeno questa la decide il governo) né censure. Ma intimidazioni e minacce alla libertà d’informazione?
Ma non scherziamo, l’Italia è il paese dove l’informazione gode della più ampia libertà. È sufficiente andare in edicola il mattino e vedere che c’è anche “il giornale” di Feltri oltre alle altre testate.
Ha ragione Romani. È un’indecenza. Quando finirà l’incubo?

29 settembre 2009

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA

In quale Stato viviamo? Sarebbe un’offesa per qualsiasi Stato riuscissimo a citare. Forse in quell’impero della fantasia in cui l’imperatore veniva da tutti visto vestito, finché un bambino nella sua innocenza esclama, rompendo l’incantesimo: “Il re è nudo”.
Quando verrà un “bambino” che saprà dire pane al pane e vino al vino, riuscendo a svegliare le coscienze?
Vergogna, vergogna, vergogna, grida il rabbino della comunicazione, il reazionario in doppiopetto della Repubblica, ogni giorno picconata da lui o dai suoi ministri e alleati di maggioranza.
Ha accusato l’opposizione di disfattismo ieri, l’altro ieri di anti-italianità…e la sua platea, “le truppe cammellate”, è sempre lì ad applaudire. Qualunque cosa gli esce dalla bocca, che la sua mente lo voglia o no, salvo smentire, lui o il suo portavoce, è accolta dal suo popolo con giubilo. E lui di questo gode, di questo si nutre, non come i grandi statisti, ma come un acrobata dopo la sua performance.
Tutto viene strumentalizzato a suo vantaggio, anche le disgrazie come il terremoto in Abruzzo o la morte dei parà della Folgore, senza dignità, col solo intento di apparire, di esserci.
Un atteggiamento che contribuisce a dividere ancor di più un Paese che negli anni scorsi, seppur a fatica, stava portando a compimento quell’unità d’Italia a cui si approdati a prezzo di lutti e sacrifici.
È un continuo sparare contro: contro l’opposizione, contro i comunisti (?), contro la magistratura (una volta toghe rosse), contro la stampa e i giornalisti non schierati, contro gli statali fannulloni, contro…contro e …contro ancora.
Al premier, nel suo immaginario d’onnipotenza, è permesso tutto. Ha trasformato la democrazia in principato, con relativa corte, compiacente e arrogante.
Io non vorrei parlare del premier, ma di cosa il governo che presiede ha fatto di concreto, al di là dei proclami mediatici, al di là di un’opposizione che non riesce a incalzarlo né in politica né in economia, ma lo segue dove lui vuole.
Un’opposizione che si propone di sostituirlo alla guida del Paese che non ha una strategia né un programma, che non riesce ha organizzare nemmeno il suo zoccolo duro, che, insomma, non riesce a comunicare con i cittadini, qualche volta vittima, ma qualche altra spalla consapevole, è una povera cosa, destinata a portare nel baratro anche ciò che resta della democrazia reale, perché oggi, se non l’ha capito, viviamo già in quella virtuale, illusoria, in cui si crede di essere liberi di dire e di fare ma…

25 settembre 2009

LO SCUDO ovverosia LA DIFESA DEGLI EVASORI
È una vergogna. È un’offesa verso quei cittadini che pagano le tasse e ottemperano così a un dovere costituzionale oltre che morale.
Gli evasori, quindi gli esportatori di capitali all’estero non solo si macchiano di un reato contro lo Stato, ma usufruiscono gratuitamente di quei servizi, asili nido, tasse universitarie, ticket sanitari…, ad altri dovuti. Insomma, commettono un doppio reato, sono dei “mangiapane a tradimento” e come tali dovrebbero essere trattati.
Cosa fa invece lo Stato, oggi impersonato dal ministro delle finanze Tremonti, personaggio politico tra i più complessi e comprensibili?
L’inventore della “Robin tax” inventa, per la verità è una sua creatura sin dal 2001 e ripresentata nel 2003, lo scudo fiscale, come dire la difesa di capitali di dubbia o illecita provenienza (che cosa è lo scudo se non un’arma di difesa?).
Le motivazioni del provvedimento, oggi come ieri, sono sempre le stesse, come l’assicurazione data agli esterrefatti contribuenti, quelli veri, che sarà l’ultimo scudo. È impressionante la faccia tosta di questi signori che ci governano, infidi e bugiardi, come dimostra il reiterarsi del provvedimento. In questi ultimi tempi il ministro della finanza creativa, crea un po’ meno, visto anche l’attendismo circa i provvedimenti relativi alla crisi economica in atto e lungi dall’essere risolta come si vuol far credere. Basta leggere le ultime dichiarazioni del presidente del FMI.
Lo scudo fiscale è una sanatoria riservata a quanti possiedono investimenti o attività finanziarie all’estero che hanno violato la normativa del cosiddetto “monitoraggio fiscale”, che impone l’obbligo di comunicare al fisco il trasferimento di capitali da e per l’estero, condizionata al rientro in Italia di tali capitali, versando il 5% dell’ammontare: una miseria, considerando che per estinguere il reato avrebbero dovuto versare nelle casse dell’erario il 60%.
L’emendamento1.3500, approvato dalla commissione del senato, estende lo scudo ad altri reati tributari come il falso in bilancio e l’eliminazione dell’obbligo da parte dei professionisti (banche e affini) di segnalazione ai fini dell’antiriciclaggio (un grazie immenso da mafiosi e spacciatori).
Per maggior chiarezza lo scudo rende non punibili i seguenti e gravi reati:
- dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti;
- dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici;
- dichiarazione infedele;
- omessa dichiarazione;
- occultamento o distruzione di documenti contabili;
- falsità materiale commessa dal privato;
- falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico;
- falsità in registri e notificazioni;
- falsità in scrittura privata;
- uso di atto falso;
- soppressioni, distruzioni e occultamenti di atti veri;
- falsità concernenti documenti informatici;
- falsità concernenti copie autentiche concernenti copie autentiche che tengono luogo degli originali mancanti;
- falsi comunicazioni sociali;
- falso in prospetto.
Il cittadino comune, il lavoratore dipendente che paga le tasse alla fonte, deve essere contento, finalmente il …buon Tremonti avrà più soldi per risolvere i problemi italiani a partire dagli ammortizzatori sociali. Le famiglie non sentiranno più la crisi e un abbraccio di solidarietà stringerà tutti gli italiani, alla faccia della sinistra anti-italiana e menagramo.
- Dov’è la sinistra?
- Fuori dell’aula.
- Allora, è tra la gente a spiegare….
- No! Ho detto fuori dell’aula, non tra la gente della piazza, ma al ristorante interno …c’è il congresso… il segretario da eleggere…l’antiberlusconismo di D’Alema…quello che sa come sconfiggere il premier…come Veltroni…non parlarne…farlo diventare “il barone inesistente…

P.S.: Non sono un costituzionalista, ma ho molti dubi sulla costituzionalità dello “Scudo”. A tal proposito trascrivo l’art. 3 della Costituzione.
Art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua, di religione, di opinoni politiche, di condizioni personali e sociali”.

19 settembre 2009

Tratto dal Blog di Beppe Grillo

Paolo Farinella è un prete che vive "sulla breccia dei marciapiedi". Ha scritto una lettera al cardinal Bertone, il primo ministro del Vaticano e forse prossimo Papa. Lo informa che una gran parte dei cattolici non dona più l' 8X1000 alla Chiesa per l'atteggiamento verso Berlusconi. Spiega che molti vescovi disapprovano e che potrebbe nascere un nuovo movimento dei credenti. Forse uno scisma, come ai tempi di Martin Lutero. Lo psiconano ha distrutto tutto quello che ha toccato. Lui è la merda nel ventilatore. Se fossi Bertone accenderei un cero fotovoltaico.

"Signor Cardinale Bertone,
apprendo dalla stampa che il giorno 7 ottobre 2009, memoria liturgica della Madonna del Rosario, lei ha intenzione di inaugurare la mostra dall’emblematico titolo: "Il potere e la grazia" con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che non posso chiamare "onorevole" perché di "onorevole" nella sua vita pubblico-privata, nella sua politica e nel suo sistema di menzogne non vi è nulla. Se la notizia fosse vera, lei agli occhi della stragrande maggioranza della Chiesa italiana e del mondo si renderebbe complice e si assumerebbe la responsabilità di molti abbandoni "dalla" Chiesa da parte di credenti che sono stufi che la politica della diplomazia sovrasti e affossi la testimonianza limpida del Vangelo. Lei sicuramente sa, come lo sa ogni parroco che vive sulla breccia dei marciapiedi, che quest’anno vi è stata una emorragia nei confronti dell’8xmille che moltissimi cattolici, anche praticanti, hanno devoluto ad altre istituzioni pur di toglierlo alla Chiesa cattolica per le sue ingerenze e connivenze con un governo legittimo, ma ad altissimo tasso di illegalità e immoralità. Questo argomento credo che vi interessi non poco sia come Vaticano che come CEI.
Dopo tutto quello che è successo, le testimonianze, le registrazioni, le inchieste, lo spergiuro pubblico in televisione sulla testa dei suoi figli, gli immigrati morti in mare che il governo ha sulla coscienza; dopo la legge infame che dichiara "reato" lo "stato personale", cioè la condizione esistenziale di "immigrato" divenuto "clandestino" in forza della legge Bossi/Fini; dopo tutto questo lei non può far finta di nulla e farsi vedere in pubblico con Berlusconi o qualcuno dei suoi scherani.
Se parlate di morale pubblica e di etica politica, dovete essere coerenti con i vostri stessi principi che spesso esigete dagli altri che non hanno il potere immondo di Silvio Berlusconi, il quale si crede il Messia e "solutus omnibus legibus", visto che concepisce se stesso come sultano e l’Italia il suo sultanato personale. Egli pensa di potere comprare tutto: i tribunali, le sentenze, la compiacenza di prosseneti e lenoni che gli procurano donnine a pagamento per sollazzarlo con orge (e forse anche droga) di cui egli continua a vantarsi pubblicamente fino a dichiarare con spudoratezza che: "il popolo italiano vuole essere come lui". Crede di potere comprare anche il Vaticano, offrendo leggi e favori a richiesta. Valuti lei se le lenticchie fuori stagione valgano una Messa.
Lei deve sapere che serpeggia nella Chiesa uno scisma ormai non tanto sotterraneo che sta emergendo di giorno in giorno e bisogna stare attenti che non diventi movimento o peggio ancora separazione, anche perché molti vescovi stanno zitti, ma in cuor loro meditano e in privato imprecano. Non prenda a cuor leggero quello che le dico. Il mio vescovo, cardinale Angelo Bagnasco, e anche lei che mi ha conosciuto bene, sapete che non dico bugie e non parlo mai per sentito dire e di ogni mia affermazione o gesto mi assumo sempre la responsabilità pubblica.
Per una volta, come Segretario di Stato, sia prete, solo prete, intimamente prete e disdica ogni appuntamento con un trafficante senza morale e senza dignità che la sta usando solo per affermare che i suoi rapporti con il Vaticano e con il Papa "sono eccellenti".
Le accludo la "Lettera di ripudio" che ho inviato a Silvio Berlusconi, e che tante adesioni sta raccogliendo nel mondo credente e non credente. Se lei riabilita Berlusconi, come ha già fatto Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano con l’intervista al Corriere della Sera, nella Chiesa di Dio lei perde il diritto di parlare di Vangelo, etica e moralità.
Se Berlusconi riesce a comprare anche il Vaticano con uno scambio di leggi, favori e denaro, sappia che non potrà mai comprare le nostre coscienze di credenti che ogni giorno pregano Dio per la salvezza della "povera Italia" e per la conversione delle gerarchie ecclesiastiche che spesso sono di scandalo e non di esempio al popolo dei battezzati.
Preoccupato e amareggiato, la saluto sinceramente." Paolo Farinella, prete

Lettera completa di don Farinella al cardinale Bertone

15 settembre 2009

IL SONNO DELLA RAGIONE o del Pd meno elle

Giuseppe D’Avanzo conclude il suo articolo del 15 scorso con un’affermazione allarmante che dovrebbe far riflettere non solo i politici, specie dell’opposizione ma soprattutto i politologi (non mi riferisco ai prezzolati della carta stampata o a quelli sorridenti della rete Media Rai) e gli uomini di cultura, e sono tanti, che, pur non condividendo lo scempio che Berlusconi e i suoi consiglieri stanno compiendo della democrazia, preferiscono non uscire allo scoperto…forse per quieto vivere o forse perché non si vedono supportati da chi invece dovrebbe stare al loro fianco, usando tutti i mezzi che la nostra costituzione mette loro a disposizione.
Non sanno che per loro finirà com’è successo per i politici dell’opposizione: parlano tra loro, non hanno più né uditorio, né interlocutori, né estimatori, abbracciati alla loro ignavia suonano, per non sembrare stonati, lo stesso spartito della maggioranza. Non sono capaci di fare altro. Non sono in grado di “pensare” una proposta decente né di farla circolare tra i cittadini.
Il sonno della ragione produrrà, così, quei mostri di cui D’Avanzo parla.
In un momento di grande tensione dove diversi fattori s’intersecano, dalla crisi economica mal gestita, agli attacchi d inaudita violenza contro chi osa non essere d’accordo che coinvolgono la stampa nazionale ed estera, la gerarchia ecclesiastica, la televisione pubblica per quei giornalisti che ancora non si sono venduti, il principale partito dell’opposizione, Grillo argutamente lo chiama Pd meno elle, non parla, non prende posizione.
Avrebbe le occasioni per incalzare una maggioranza divisa e reazionaria, come il caso Fini ci dice, invece è tutta avvolta in sé stessa preoccupata di trame e sotterfugi correntizie per …vincere il Congresso.
D’Alema, il politico di razza, quello della bicamerale e della visita agli studi di mediaset, Veltroni, il vincitore di tante battaglie mai di una guerra, Fassino, quello per cui il voto di preferenza non è importante, Bersani, quello delle lenzuolate e dei petrolieri, Franceschini, il pro-tempore in cerca d’autore, e altri e altri ancora, molto bravi nel sottosuolo non vengono allo scoperto, non vogliono sbilanciarsi…chissà se…e poi…per le caldarroste ci penserà il venditore…il nostro spazio politico, il 20 o il 24% non importa, l’abbiamo… il premier non può essere eterno…vediamo Fini…se Casini…se Montezemolo…
Intanto, una picconata oggi una domani, una legge oggi una domani, una rete rai oggi una domani, un consiglio d’amministrazione oggi, uno domani, la Repubblica se ne va.
Rimane la triste considerazione di D’Avanzo e l’ancor più triste scenario che ne può derivare: “La scena in cui siamo precipitati è la decadenza di un leader che non accetta e non accetterà il suo fallimento. Trascinerà il Paese nella sua sconfitta, dividendolo con l'odio”.