14 dicembre 2008

BRUNETTA, L’ALTO MINISTRO DI BERLUSCONI

Brunetta, l’alto, l’inarrivabile ministro della funzione pubblica e dell’innovazione, nonché dei pubblici fannulloni, ha fatto uscire dal suo grande cilindro da illusionista la proposta di alzare l’età pensionabile alle donne o, per usare il suo alto linguaggio ministeriale, “di perequazione verso l’alto dell’età pensionabile di maschi e femmine”.
Dopo il grande successo della campagna contro i fannulloni, che ha creato una sensibile guerra tra i poveri del pubblico impiego e del privato, aggiungendo un’altra ingiusta tassa alle tante che gravano sul cittadino, “l’inarrivabile” ha deciso, dopo ampio dibattito interno (dentro si sé, s’intende. Tra la sua anima razionale di uomo politico e professore emerito, entrambi interregimi professionisti, e la sua anima passionale che non accetta compromissioni e va diritto allo scopo di rendere la società italiana sempre più equa, specie nei rapporti tra “maschi e femmine”) e per realizzare le famose pari opportunità di dare alle “femmine” la tanto richiesta emancipazione: una alta legge stabilirà che “maschi e femmine” andranno in pensione alla stessa età, 65 anni.
Statene certi, non sarà un altro spot! Il governo del fare realizzerà quest’alta conquista di alta civiltà.
Finalmente, grazie a Brunetta, le “femmine” raggiungeranno i “maschi”.
Quando i “maschi” affiancheranno le “femmine” nel badare alla casa, nell’accudire i figli…?
Ma state all’erta! Vedrete che “l’inarrivabile” escogiterà un Decreto all’uopo.
Saranno istallati telecamere, a spese del “maschio”, in ogni appartamento, collegate ad una centro apposito per monitorare la situazione e intervenire per ripristinare la correttezza dei rapporti laddove il “maschio” si distragga dal compito di perequazione.
“Se affermiamo che l’invecchiamento attivo è un obiettivo di bene pubblico, afferma l’incommensurabile ministro, è necessario che…ci applichiamo per raggiungerlo”.
Bene, bravo! Il problema è cosa s’intende per “invecchiamento attivo”.
Il mio amico, andato in pensione qualche anno fa, intende di non essere emarginato dalla società e pensa che le istituzione debbano provvedere a creare una situazione ottimale di vivibilità per lui e per quanti usciranno dal mondo del lavoro, in quanto il pensionamento deve essere visto non come la vigilia del trapasso, ma come l’inizio di una condizione di vita libera in cui si possano realizzare attese e progetti accantonati durante il lungo periodo lavorativo.
Brunetta non la penserà allo stesso modo. Lui vede e provvede…per il meglio.
Incalza, il ministro: “Recuperando alla vita lavorativa attiva la classe d’età 55-65 recuperiamo il 10% del tasso di occupazione italiano. Questo significa 2,5 milioni di posti di lavoro in più…”.
Non sono un economista, ma vorrei fare qualche osservazione.
Penso, innanzitutto, che, innalzando l’età pensionabile di chi già, ovviamente, lavora, si erige un muro davanti alle nuove generazioni, che troveranno quasi impossibile entrare nel mondo del lavoro, creando frustrazione e disordine sociale altro che “bene pubblico”.
Se si mantengono al lavoro le “femmine” fino a 65 anni e di creano barriere a nuovi ingressi, non capisco come fa il ministro a creare 2,5 milioni di posti di lavoro. È un arcano, forse anche per il nostro “inarrivabile”.

ALBO TRICOLORE, N° 11


Mancano le pagine dal n.6 al n.10 perchè venivano riempite durante il catechismo da noi bambini.

10 dicembre 2008

08 dicembre 2008

ALBO TRICOLORE, N° 4

Ancora più farneticante

07 dicembre 2008

La patata bollente da 98 miliardi

Marco Smiroldo, magistrato della Corte dei Conti
Ieri il blog era presente con un suo inviato alla Corte dei Conti. Non c'era quasi nessun altro giornalista. 98 miliardi di euro di presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine non meritano tutta questa importanza. Tre finanziarie. Chissà perchè? Non vorrei che fossero coinvolti i partiti perchè in quel caso sarebbe tutto chiaro. Il processo amministrativo si è concluso con una decisione che chiede ad altri di decidere. In sostanza la Corte dei Conti rimanda la decisione su chi deve decidere l'importo del danno alla Corte di Cassazione. Che, forse tra qualche anno, attribuirà la competenza al Tar del Lazio, alla Corte dei Conti o alla giustizia ordinaria.Due settimanne fa, a Milano , è stata arrestata una signora italiana, incensurata, per aver rubato qualche decina di euro di cibo perchè aveva fame.Li sentite i bufali? Il loro zoccolo è sempre più pesante.Testo:D.Martinelli: mi trovo a Roma, da pochi minuti si è conclusa nell'aula giurisdizionale della Corte dei Conti, la magistratura contabile, l'udienza del processo sullo scandalo delle slot machine, in cui sono imputate dieci società concessionarie che hanno gestito queste slot machine dal 2004 al 2007, ebbene in tre anni, secondo il Pm Marco Smiroldo, titolare dell'inchiesta, avrebbero procurato un danno erariale pari a novantotto miliardi di euro al lordo anche delle penali maturate. Oggi quell'importo, a distanza di quasi un anno visto che il dato era riferito allo scorso gennaio, è sicuramente aumentato. Fatto sta che dall'ordinanza di oggi ci si aspettava una quantificazione dell'importo da rimborsare allo Stato da parte di queste società e invece c'è stata una sospensione del processo che rimanda tutto alla Cassazione. Andiamo per gradi: intanto i giornalisti presenti erano pochissimi, io avevo la videocamera e oltre a me c'era una piccola troupe formata da due ragazzi mandati da Giovanni Minoli e poi un paio di colleghi della carta stampata. La Corte dei Conti è una magistratura contabile, operano magistrati contabili, a differenza di quelli penali, Marco Smiroldo è uno di questi che ha quantificato questo danno erariale in virtù delle indagini che la Guardia di Finanza ha condotto per dei mesi, e ha stabilito che diverse slot machine che trafficano soldi non erano collegate alla rete dei Monopòli di Stato, alcuni funzionari del Monopòlio imputati a loro volta. Perciò qual è stata la strategia difensiva delle concessionarie? E' stata quella di ricorrere subito al Tar del Lazio. Il Tar del Lazio nello scorso mese di aprile ha emesso una sentenza, con la quale chiede al pm di ridurre l'importo da richiedere...G.Rigido: ...poi c'è tutta una condotta colpevole della Pubblica Amministrazione dei Monopòli che ha aspettato l'intervento della Corte dei Conti per richiedere le penali e tutto, e intanto questa richiesta di penali ha raggiunto cifre spropositate non per colpa dei concessionari, e quindi il Tar ha sostanzialmente detto: rifacciamo questi conteggi ma tenendo conto anche delle esigenze dei singoli concessionari, considera che la rete non è stata allacciata per due anni e mezzo. Insomma c'è anche un po' di colpa da parte dell'Amministrazione che non ha chiesto le penali prima.D.Martinelli: ...il pm ha riquantificato il danno, non si sa di quanto perché è secretato, lo ha sottoposto ovviamente ai giudici, oggi non si è potuto sapere perché in virtù della sentenza emessa dal Tar del Lazio, i difensori delle concessionarie hanno sollevato dubbi di legittimità dicendo ai giudici della Corte dei Conti: "voi non siete competenti a quantificare questo danno. Bisogna che il danno lo quantifichi il Tar del Lazio". Quindi i giudici, dopo la riunione in camera di consiglio, hanno accolto questa richiesta e hanno demandato il tutto alla Cassazione, che a sezioni riunite dovrà decidere chi dovrà decidere la quantificazione del danno. Okay? In sostanza è come se un multato da un vigile urbano facesse ricorso perché ritiene che quella multa doveva infliggergliela un carabiniere, e il giudice ricorre alla Cassazione che dovrà decidere se quella multa andava data dal vigile urbano piuttosto che dal carabiniere. Siamo in questa situazione. La sospensiva comporta un allungamento dei tempi perché la Cassazione potrebbe pronunciarsi fra sei mesi, un anno, due anni e non si sa se poi la Cassazione dirà che è bene siano i giudici della Corte dei Conti a quantificare, oppure è bene ricorrere ad un giudice della giustizia ordinaria. Perciò campa cavallo! Questo è stato il verdetto, chi si aspettava una quantificazione è rimasto deluso. Chiudo ricordando solamente che novantotto miliardi di euro sono pari a circa tre manovre finanziarie del governo italiano. Vorrei ricordare che nell'ultima manovra di Tremonti con 35 miliardi di euro c'è stata una pianificazione triennale, novantotto miliardi fate un po' voi i calcoli. A questo punto vi saluto e vi lascio a qualche dichiarazione che ho raccolto dal pm e anche da qualche avvocato.M.Smiroldo: ...la figura che è chiamata a difendere le ragioni economiche della Repubblica, cioè della comunità dei cittadini, che mettono con le loro tasche dei soldi affinché i servizi siano assicurati e siano fatti bene. Noi abbiamo verificato che questo servizio che i concessionari dovevano rendere non è stato reso come ci si aspettava e abbiamo verificato che chi doveva controllare non lo ha fatto. Da questo è derivato un danno e un danno è direttamente proporzionale al valore che in uno stato di diritto, si dà a rispetto delle condizioni di liceità di un determinato comportamento. Questo lo stabilirà il giudice e io confido che anche la Cassazione in questo senso ci dia ragione grazie.D.Martinelli: quindi novantotto miliardi sono l'ammanco o che cosa?M.Smiroldo: è la stima di un danno erariale. Ciò che si doveva fare non è stato fatto nei modi dovuti, e quindi da questo si è determinato un danno. Stralcio di intervento di un difensore delle società: ...se è una responsabilità di natura contrattuale la procura si sta sostituendo all'attività dell'amministrazione attiva e chiede a questa Corte di erogare penali che rientrano nell'ambito dell'amministrazione attiva.D.Martinelli: lei come avvocato non parla?Avvocato: no perché siccome la società è quotata in Borsa le notizie che vanno sulla stampa possono essere notizie sensibili, perciò in quanto tali vengono gestite direttamente dall'ufficio stampa.D.Martinelli: a me interesserebbe qualche dichiarazione nel merito del procedimento attuale, in merito a ciò che ha detto lei.Avvocato: no no scusa... a me poi i giornalisti sono così simpatici (ride) quindi voglio dire...D.Martinelli: quindi rilascia l'intervista?Avvocato: sono quindi dispiaciuto di non rilasciare un'intervista.D.Martinelli: ah, non la rilascia?Avvocato: no non posso.Altro avvocato: no no... sono sempre disposto a farle ma ci hanno detto di non dire niente anche perché sono uscite delle cose un po' velenose...D.Martinelli: il pm contesta questo danno erariale quantificato in x miliardi di euro, adesso invece pare che la questione si ripercuota sulla competenza.Avvocato T.Varrone: non è soltanto una questione di giurisdizione, cioè se debba giudicare la Cassazione o la Corte dei conti, sotteso a tutto c'è il fatto che il danno in realtà è inesistente perché l'applicazione delle penali è in corso.D.Martinelli: se delle penali esistono significa che c'è stata una malagestione!Avvocato T.Varrone: esistono delle penali, in misura molto limitata. L'applicazione principale, quella che ha dato luogo a questa lievitazione stratosferica delle pretese accennate in giudizio, non può nemmeno essere applicata perché non c'è stata una commissione che la poteva applicare e la convenzione successiva l'ha ridotta a livelli irrisori.Giudice M.Ristuccia: ...considerato che nella fattispecie il Tar Lazio ha già affermato la propria giurisdizione nella specifica materia... dispone la sospensione dei presenti giudizi e rinvia all'eventuale merito, ogni provvedimento sulla riunione dei giudizi stessi. L'udienza pubblica è chiusa."
tratto dsl blog di Beppe Grillo del 5 Dicembre 2008

EVVIVA! FINANZIAMO LA SCUOLA PRIVATA

Costituzione Italiana, art. 33: “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto d’istituire scuole ed istituiti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle Scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento equipollente a quello degli alunni delle scuole statali”.
La Costituzione è di una chiarezza estrema. Lo stato assicura l’istruzione ai suoi cittadini, istituendo scuole statali per tutti. Anche enti e privati hanno il diritto di farlo, purché ciò avvenga senza oneri per lo Stato.
I politici nostrani, per aggirare l’ostacolo della Costituzione, varano la legge sulla parità scolastica (L. n° 62 del 10 Marzo 2000). In quanto le scuole paritarie svolgono “un servizio pubblico” e “sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie”, lo Stato può predisporre il finanziamento delle scuole religiose (cattoliche) e private.
E’ fatta!
A partire dal 2000 lo Stato eroga “un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie”. Ma monsignor Stenco lo considera “irrisorio” poiché rappresentava solo l’1% della spesa sostenuta per la scuola statale. Una bella faccia tosta, non c’è che dire!
Siccome Tremonti ha tagliato 120 milioni di euro alle scuole paritarie per l’anno 2009, il monsignore minaccia la mobilitazione (sciopero) delle federazioni delle scuole cattoliche in tutta Italia, ma si è guardato bene da unirsi alle proteste per i tagli alle scuole statali. Evidentemente, non gli competevano o, per meglio dire, non poteva confondersi con comunisti e atei della…ricca scuola statale, tanto ricca che cade a pezzi, nel vero significato del termine.
Il governo, impaurito da una possibile scomunica, è corso subito ai ripari e, per bocca del sottosegretario Vegas, ha assicurato il prelato (“possono dormire su quattro cuscini”), portavoce della CEI, che saranno ripristinati i fondi (erano stati tagliati 120 milioni) per le scuole paritarie.
Ancora il problema non è risolto, poiché permane il nodo della distribuzione tra la scuola cattolica e le private.
Monsignore, se con Vegas i guanciali sono quattro, con la Gelmini, cui stato affidato l’improbo compito della distribuzione, i guanciali saranno almeno otto!
E’ una vergogna! Mentre si tagliano ben otto miliardi di euro alle scuole statali e laiche, si elargiscono milioni di euro alle confessionali che, è bene saperlo, vengono scelte sempre meno, fortunatamente, dalle famiglie italiane e, detto per inciso, nonostante il contributo statale, fanno pagare agli utenti delle rette piuttosto salate.
I dati sugli iscritti alle scuole cattoliche pubblicate dalla fondazione “Critica Liberale” ci dicono che sono in netto calo: prima rappresentavano i due terzi di tutti gli iscritti alle scuole private, oggi appena la metà.
Nella vicenda si nota l’arroganza del Vaticano e la servile remissione della politica, di destra e di sinistra.
Per raccattare una manciata di voti, la sinistra ha perso la sua identità laica tanto che la Garavaglia, il nome Maria Pia è tutto un programma, ha dichiarato che “mancano all’appello ancora molti dei milioni che il precedente governo aveva assegnato alle scuole paritarie (una delle tante ragioni per cui si sono perse le elezioni!)” necessari “a garantire pari diritti agli studenti e alle famiglie”.
Anche Rusconi, senatore PD, si allinea: “Tutto questo (mancanza di contributi) finirà per penalizzare non solo le scuole cattoliche…”.
In questi ultimi mesi assistiamo impotenti alle intromissioni a gamba tesa del Vaticano sulla vita politica italiana che toccano tutti i gangli della vita pubblica.
Il Papa da teologo sopraffino è divenuto un tuttologo. Parla di tutto ma, come nella favola di Fedro, nasconde le sue gobbe con delle bisacce, evidentemente piene.
I suoi interventi vanno dalle banche alla scuola, dalla bioetica, alle unioni, dalla malattia all’omosessualità…ma fa finta di non vedere il problema gravissimo dell’omosessualità al suo interno o dei rapporti sessuali extraministeriali dei sacerdoti.

05 dicembre 2008

ALBO TRICOLORE, N° 3


La guerra…il sangue…la vittoria…il sorgere del “Regno di Cristo Re”.
Un linguaggio allegorico che i bambini non sono in grado di capire perché non sono stati forniti degli strumenti adeguati e anche perché la guerra sulla Terra non è mai finita.
L’odio e la sopraffazione regnano sovrani, nonostante “un nuovo regno di pace e di amore sorgeva”.

04 dicembre 2008

ALBO TRICOLORE, N° 2


IMMAGINE N° 2
Partinico (PA) è la città nella quale sono nato

SKY e RETE 4 ovvero LA FACCIA TOSTA SMISURATA

Il caso Sky, aumento dell’IVA ALLE Pay-tv, ha occupato per giorni l’intelligenza dei politici nostrani, di destra e di sinistra. Stampa d’opinione e opposizione hanno parlato di conflitto d’interesse e di un colpo basso inflitto da Berlusconi alla concorrenza.
Berlusconi, infine, contentissimo di poter sbugiardare l’opposizione e infierire sulla “stampa di parte”, ha giustificato l’intervento come un atto dovuto, chiesto dall’UE, perché l’IVA delle Tv a pagamento venisse armonizzata e per evitare l’incombente procedura d’infrazione minacciata dalla stessa Commissione.
Tutto vero, tutto giusto, ma…c’è un ma.
Il premier dimentica di dire che la commissione non ha mai parlato di alzare l’Iva al 20%, ma ad Aprile da Bruxelles si sollecitava (lettera) il governo ad applicare un’Iva ridotta identica del 10% sia al satellite (sky) che al digitale terrestre (Mediaset).
Se le cose stanno così, e stanno così, è stata una decisione politicamente non molto chiara e, come succede sempre più spesso, l’opposizione, dopo aver lanciato il sasso, ritira la mano, colpevole di lesa maestà. Succede su ogni problema, sia politico sia etico. Sembra che faccia da spalla al “deus”.
Il vincitore, colui che ha sempre ragione, l’uomo del fare, si erge in tutta la sua potenza mediatica, sovrastando i nani dell’opposizione che non riescono mai a portare a buon fine una iniziativa.
E’ interessante notare il ravvedimento di questo governo verso l’Europa, applicandone in modo esemplare le decisioni (Tremonti ne è addirittura diventato strenuo paladino).
Se la maggioranza è diventata così ligia nell’applicazione dei deliberati dell’Ue, come mai non è applicata la sentenza che prevede l’oscuramento di Rete 4 a vantaggio di Europa 7?
I misteri della politica sono tanti e questo è “il mistero più misterioso”.
Se l’opposizione non riesce a fare il suo mestiere e a incidere sulle decisioni del governo, farebbe, cosa buona e giusta, meglio a dedicarsi allo studio per affrontare al meglio le prossime elezioni perché è “molto meglio assai” lasciare solo Berlusconi, non fargli più da spalla. Ciò lo danneggerebbe moltissimo, andrebbe in tilt. Forse si limiterebbe a raccontare solo barzellette e gli italiani lo lascerebbero perdere.

03 dicembre 2008


ALBO TRICOLORE, 1953
Ho trovato, rovistando tra le cose che mia madre ha conservato della mia dolce età, l’”Albo Tricolore”.
E’ un reperto storico che testimonia, se ce ne fosse bisogno, considerando che la vicenda si ripete da allora, l’opera d’indottrinamento fatta dalla Chiesa cattolica nei riguardi di bambini in formazione, che non sono in possesso egli strumenti idonei a ricevere “una verità” che invece andrebbe pienamente valutata e compresa.
Come si può constatare, all’epoca, anno 1953, avevo appena 7 anni e non ero in grado di ricevere un così alto insegnamento, composto da dogmi o verità che sono accettati solo per fede, in quanto inspiegabili dalla sola ragione o, probabilmente, parti di una speculazione storica.
Oggi, come allora, l’indottrinamento avviene alla stessa maniera: una/un catechista, una o più classi di bambini da “modellare”, che imparano senza capire, che subiscono una violenza psicologica per non essere puniti o per non offendere un Dio, che per loro non rappresenta altro che un giudice punitore di cui avere paura.
In questo modo nasce quello che chiamiamo “senso di colpa”, composto di un insieme di divieti, per la maggior parte incomprensibili che ci rimangono dentro e condizioneranno la vita futura e saranno alla base di tanti complessi.
Ho ritenuto giusto pubblicare sul blog l’”Albo Tricolore”, perché i lettori possano prendere visione del contenuto che, a dir poco, è farneticante.
Somiglia a una dichiarazione di guerra, a far crescere un bambino nel fanatismo verso il “diverso”, il nemico da combattere e sconfiggere.
Un fascismo sotto la croce, che ci riporta indietro attraverso da “santa” inquisizione fino alle crociate e oltre.
I toni sono trombe di guerra!
Oggi, grazie al Concordato del1984, fortemente voluto da Bettino Craxi, la Chiesa può iniziare l’indottrinamento fin dalla scuola materna (Mussolini non era arrivato a tanto!).
Forse è per questo che la Chiesa ha firmato solo con riserva la “Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo” e non ha firmato “La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”.
L’Albo sarà pubblicato sul blog una pagina alla volta, a partire da oggi.