29 ottobre 2006

DA BAMBERG A VICENZA

Il comune di Vicenza ha approvato a maggioranza la costruzione di una base logistica che dovrebbe ospitare i militari americani della 173 brigata paracadutisti attualmente di stanza in Germania (Bamberg e Schweinfurt), nonostante la protesta di ben 9 diversi comitati di cittadini determinati ad andare avanti con un referendum popolare.
L’approvazione del consiglio comunale è solo il primo passo verso la costruzione della base USA perché l’ultima parola spetterà al governo.
Al di là del consueto iter burocratico, bisognerà chiedersi perché i 2.000 e passa soldati americani debbano trasferirsi in Italia.
La situazione geopolitica dalla caduta del muro di Berlino è notevolmente cambiata. E’ il Medio Oriente l’area da cui possono arrivare i pericoli, non più l’Est europeo.
Smantelliamo, dunque, le basi in Germania e li trasferiamo in Italia dove opera un governo amico (Berlusconi). Tanto l’Italia rinuncia con facilità a spazi di sovranità (Aviano, Maddalena…), per non scontentare il potente alleato. Così l’Italia diventa il centro di raccolta delle truppe NATO, il punto di partenza di qualsiasi spedizione (per difendere l’Occidente e la democrazia, s’intende!).
Invece di smantellare le basi presenti nel nostro territorio, rinegoziando gli accordi altri se ne sottoscrivono, come sempre segretamente, facendo dell’Italia una caserma NATO.
Ma dico, non sarebbe stato meglio pensare alla Grecia e alla Turchia? Sono più vicine al nuovo “teatro operativo” ed eventuali interventi sarebbero più immediati.
E’ inutile ironizzare, dice il mio amico. Sarebbe più logico, continua, che l’Italia ricominciasse a esercitare la sua sovranità su pezzi di territorio su cui non mette naso da anni dove si “sperimenta” di tutto e dove c’è depositato di tutto, dalle armi convenzionali più sofisticate alle testate nucleari.
E meno male che la nostra Costituzione contiene l’articolo n. 11!

25 ottobre 2006

UN DIRIGENTE PER SEI DIPENDENTI, UN CAPOUFFICIO PER DUE DIPENDENTI

Non capisco lo scalpore suscitato dall’articolo di Attilio Bolzoni (“la Repubblica” del 23/10/0’6).
Il direttore generale dell’”Agenzia per le acque e i rifiuti”, poveretto, racimola circa 568 mila euro, lordi e comprensivi di tutte le indennità, alla luce del sole e per di più deve…guadagnarsele.
Siamo in Sicilia, una regione a statuto speciale, governata dall’on. Salvatore Cuffaro e dalla CdL allargata al MpA di Lombardo.
Non avete la più pallida idea del lavoro che attende il “direttore generale”, altro che miracolo: fare arrivare con una certa continuità l’acqua in tutte le case dell’isola e nel contempo fare pulizia.
Il generale in pensione Roberto Jucci, nella sua breve esperienza, osserva Bolzoni, stava raggiungendo buoni risultati a costo zero ma è stato rimosso. Ma provi a immaginare , caro Bolzoni, quali risultati si raggiungeranno se da un costo zero si passerà a 568 mila!
Ma poi, perché meravigliarci? In Italia, la bengodi dei manager, questi percepiscono compensi milionari per portare al fallimento le aziende e liquidazioni favolose per lasciarle e andare a dirigerne altre…con lo sesso risultato nel rispetto di un consolidato turn over
Il vero scandalo, quello che i politici conoscono e che la Corte dei conti ha sottolineato (art. di Sara Scarafia, “la Repubblica” del 30/06/06), riguarda l’allegra amministrazione della res pubblica, lo sperpero del denaro pubblico:
- la spesa sanitaria assorbe il 57% (8 miliardi di euro) del bilancio della regione “a fronte di servizi scadenti”(procuratore della Corte, dottor Coppola). Si pagano gli stipendi di bel 47.889 dipendenti, mentre gli ospedali di Palermo alla data del 28 Luglio erano privi della Risonanza. Il Civico e il Policlinico, secondo le loro previsioni dovrebbero ormai averlo in dotazione da settembre.
- la spesa per il personale è aumentata del 9%. Sono circa 15.000 i dipendenti regionali, 2.200 dei quali dirigenti: un dirigente per sei dipendenti, un capoufficio per due dipendenti. In Lombardia il rapporto è di un dirigente ogni 60 dipendenti. Gli stipendi vanno da un minimo di 50 mila euro a un massimo, almeno per ora, di 200 mila e il loro contratto è stato firmato il 31Luglio con aumenti mensili che vanno da 435 a 695 euro al mese e relativi arretrati da 13.450 a 19.610 euro (art. di Emanuele Lauria, “la Repubblica” dell’1/08/06).
- i consulenti esterni sono…di casa, tanto che nel 2005 sono aumentati del 4,9%.
- gli uffici di gabinetto, presidenza e assessorati, nel 2005hanno speso una cifra da capogiro: 56,5 milioni di euro, 5,5 dei quali per ospitalità e rappresentanza (La Lombardia la miseria di 395 mila euro).
Una regione indebitata fino al 2022 non può spendere come una virtuosa: è una vergogna, uno schiaffo ai tanti disoccupati e pensionati sociali.
Se per amministrare un territorio ampio e popoloso la Lombardia ha bisogno di un numero di dipendenti e funzionari molto inferiore e i cui stipendi non raggiungono cifre da scandalo, perché la Sicilia va molto oltre? E’ una conseguenza dell’autonomia, suggerisce il mio amico…. Ma non scherziamo, altre regioni sono autonome!
Io penso che gli organi di controllo dello Stato non possono limitarsi a prendere atto e a dare suggerimenti. Devono andare oltre, devono intervenire portando la barca in acque più tranquille.
Non è moralmente corretto pagare così tanto i funzionari e avere 1,3 miliardi di deficit nella sanità; non è possibile avere un esercito di consulenti, di dipendenti e creare l’Agenzia per le acque, se l’unica acqua su si può fare affidamento è l’acqua piovana (grazie santa Rosalia), se mancano strutture e infrastrutture efficienti e moderne (la linea ferrata Palermo – Trapani, a binario unico e non elettrificata, è servita ancora dalla gloriosa littorina), se la disoccupazione è altissima e non accenna a diminuire.
Sono queste anomalie che lo stato deve risolvere. Non può far finta di niente. E’ un obbligo morale verso tutti i cittadini combattere sprechi e privilegi, usando le risorse per rilanciare l’economia.. Penso che, perdurando la condizione culturale secondo cui vale il detto “aiutati che Dio t’aiuta” non si potrà sconfiggere la mafia. E’ determinante, innanzitutto, combattere, non a parole però, l’ingiustizia e la prevaricazione e quel sostrato culturale di furbizia e di prepotenza che porta il più mite dei siciliani ad assumere senza volerlo atteggiamenti che ai non siciliani sembrano mafiosi.

22 ottobre 2006

HANNO DIMENTICATO LA BICICLE TTA

E se si cominciassero a tassare le biciclette?
Dal triciclo alla bici di montagna, a quella da passeggio, di corsa, con osenza il portapacchi , con o senza seggiolino per il bambino, con o senza la canna orizzontale del telaio.
Si può pensare di tassare il numero delle ruote o dei raggi; il peso della bici (più è leggera più si appesantiscono le tasse)con ciclista o con carico.
E i controlli sullo stato dei tubolari, più o meno lisci?
E la RCB (Responsabilità Civile Bicicletta)?
E il casco protettivo dai due anni in su?
E la giacca coi catarifrangenti?
E la pompa al seguito, le luci avanti e retro, e il carter per non sporcarsi i pantaloni, la borsetta porta arnesi per riparare le imprevedibili forature, il campanello e il….libretto di circolazione e la targa?
Per il fisco sarebbe una vera manna, coi cittadini orgogliosi di contribuire al risanamento del Paese.
E il bollino blu e la revisione annuale…?
Ma si sa, le VERE RIFORME in Italia hanno la pedalata corta…non arrivano mai.

17 ottobre 2006

I PARLAMENTARI E GLI SPACCIATORI

Se viene arrestato un tossicomane in possesso di droga, la polizia cercherà di conoscere lo spacciatore.
Il tossicodipendente si guarderà bene dal fare il nome per motivi ovvi che tutti possiamo ben immaginare e la difesa del reo, parlerebbe di “inaffidabilità” del cliente (accusa non del tutto infondata per via dello stato psicologico del tossicomane).
E poi, il tossicodipendente non ha , o non ritiene di avere, l’obbligo morale di fare nomi.
Non così il parlamentare che per il cittadino è un essere integerrimo e affidabile, al di sopra di ogni sospetto, un missionario che lavora per il bene comune (allora, perché l’avrebbe votato?).
Egli ha, pertanto, obbligo morale di fare il nome dello spacciatore che lo rifornisce: non può prima legiferare in proposito e poi misconoscere la legge; non può giurare fedeltà alla costituzione e poi essere reticente (tra l’altro, se non erro, la reticenza è un reato).
La condizione di inaffidabilità penso che non valga per i parlamentari-dipendenti perché, se così non fosse, se fossero, cioè, inaffidabili, dovrebbero essere licenziati in quanto non idonei a svolgere la funzione loro affidata dai datori di lavoro (i cittadini).
Mi fa notare, infine, il mio amico che se gli elettori avessero conosciuto questa loro debolezza forse non li avrebbero votati. Così è venuto a mancare il rapporto di fiducia tra l’elettore e l’eletto.
Inaffidabile, reticente, bugiardo sono aggettivi. E la sostanza?
Dovrebbero dimettersi e il parlamento, in quanto rappresentativo del Paese, dovrebbe mostrare il dovere morale verso i cittadini, lavorando ad un provvedimento che preveda per un così grave reato, qualora verificato, l’automatica decadenza.
Potrebbe essere il primo passo verso la ricostruzione di un rapporto di stima tra i cittadini e i parlamentari.

13 ottobre 2006

COLUMBUS DAY: MAX-DELEGAZIONE DELLA CAMPANIA

La ministra Bonino critica la missione della Campania per il Columbus Day: una delegazione di 160 persone e un costo di 729 mila euro.
Le spese, spiega Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania e capo delegazione, provengono da fondi europei (399 mila euro), dalle province campane (250 mila euro) e dalla regione Campania (80 mila euro). La missione, inoltre, ha lo scopo di promuovere le imprese campane per ottenere delle future commesse.
L’obiettivo è in se buono, ma bisogna interrogarsi sulla necessità e opportunità di una così folta delegazione per non dare l’impressione ai cittadini di un viaggio turistico e se non fosse stato meglio investire, se non tutte, una parte dei 729 mila euro, data la grave emergenza rifiuti della Campania, nello smaltimento degli stessi.
La situazione è così grave che è stato mandato a Napoli il capo della protezione civile Bertolaso, nominato con D.G. commissario straordinario per l’emergenza in Campania fino al Dicembre 2007.
Inoltre, in un momento di emergenza economica che vede la Legge Finanziaria tagliare i contributi dello Stato di alcuni miliardi alle regioni, la spesa di 729 mila euro per portare in vacanza, pardon in delegazione, 160 persone, sinceramente sembra uno spreco, specie per una regione dalle tante emergenze.
Bisogna avere più rispetto per i cittadini che, pagando le tasse, anche quelle di provenienza europea, hanno il diritto di vivere in un territorio ...pulito.
160 persone, tra cui 14 artisti, sono un’infinità.
Se ogni regione avesse partecipato al Columbus Day mediamente con una delegazione di 120 persone avremmo portato a New York una piccola comunità di 2500 persone.
Se ogni regione avesse speso mediamente 700 mila euro, il costo complessivo sarebbe stato di 14 milioni di euro, una enormità, forse il bilancio di una media città.
Non si possono chiedere sacrifici ai cittadini, signora Lonardo Mastella, e poi usare allegramente il denaro ottenuto con le tasse. E’ una questione di buon senso, oltre che di opportunità politica.
Un padre di famiglia, in momenti di crisi economica familiare, non può chiedere ai figli di abbandonare gli studi, mentre lui ogni sera andrà a cenare al ristorante.

12 ottobre 2006

LA DROGA NEL PARLAMENTO

Se una grande azienda privata, mettiamo la FIAT, acclara che il 30% dei suoi dipendenti si droga in maniera abituale che cosa fa? Farà finta di niente o prenderà provvedimenti?
La risposta non è difficile: prenderà dei provvedimenti in quanto il suo manufatto, se mal progettato o mal costruito, arrecherà danni agli automobilisti e, quindi, a sé stessa.
Oltre ai cittadini-automobilisti anche i politici nella quasi totalità approveranno la decisione dell’azienda, indipendentemente dal modo in cui è venuta a conoscenza della situazione.
Nessuno vuole guidare o lasciar guidare ai suoi familiari un mezzo rischioso!
Allora, perché noi italiani dobbiamo essere governati da “dipendenti” che per il 30% si drogano?
E se sono nostri dipendenti (li retribuiamo con stipendi d’oro e con benefit di ogni genere) perché non possiamo licenziarli prima della scadenza del loro mandato?
Il Parlamento , mi dice un amico, è rappresentativo degli italiani per cui accanto alle persone per bene siedono i corrotti, i corruttori, i sodali, i drogati…
E pensare che alcuni mesi fa, epoca Berlusconi, i nostri dipendenti hanno approvato una legge abbastanza punitiva a proposito dell’uso della droga….
Ma i nostri dipendenti, suggerisce l’amico, hanno a cuore la nostra salute in quanto datori di lavoro e la legge è stata fatta per noi. Siamo noi e i nostri figli a doverla rispettare.
Ma se i “dipendenti” si drogano, da qualche parte prenderanno (compreranno) gli stupefacenti o qualcuno gliela recapiterà.
Allora conosceranno….e se li conoscono perché non li denunciano? E se non li hanno finora denunciati perché la magistratura non apre un procedimento?
Forse perché “la soffiata” è considerata illegittima e, quindi, se procedimento ci sarà, saranno “le Iene” a subirlo….così imparano!
P.S.:
Una democrazia in cui si è rotto il rapporto tra i cittadini e i politici, “dipendenti” ma anche padroni,è una democrazia malata, al limite dell’esproprio, che prima o poi esploderà.
Una democrazia sana prevede forme di controllo per i propri dipendenti, a parte il fatto che deve mantenere il DIRITTO di sceglierli (l’attuale legge elettorale non lo permette).

28 settembre 2006

MISSIONE IN LIBANO: “BIPARTINCIUCIO”

Dal “Dizionario Italiano Garzanti”:
Bipartisan: voce inglese, propriamente “bipartitico”; si dice di orientamento politico concorde dei partiti di maggioranza e di opposizione.
Inciucio: dal napoletano ‘nciucià, propriamente “parlottare segretamente”; accordo politico non lineare, frutto di basso compromesso.
Neologismo (G.Governanti.)
bipartinciucio: voce anglo-napoletana, propriamente “segreto parlottare bipartitico; accordo politico non lineare, frutto di basso compromesso tra i partiti di maggioranza e di opposizione.
Ad oggi tra il governo Prodi e l’opposizione si sono avuti tre “bipartinciuci”: l’indulto, il decreto brucia-intercettazioni (caso telecom), missione in Libano.
Il governo, con una dichiarazione del ministro D’Alema, ha accolto un odg della CdL che esprime “apprezzamento nei confronti delle forze armate per lo spirito umanitario e di pace e per le modalità di comportamento nelle missioni internazionali, sempre in linea con i valori espressi dall’articolo 11 della Costituzione…”
Prodi esprime grande soddisfazione: “E’ stato il miglior risultato…: la maggioranza è stata compatta, l’opposizione divisa (la Lega ha detto “no”).” Un’esultanza non giustificabile in quanto la maggioranza non ha votato, così hanno deciso, e l’opposizione può, a ragione, considerare la vicenda un suo successo.
Fini, infatti, non solo può affermare che “…le missioni militari italiane si sono sempre svolte nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione” ma può affondare: “Presto ricorderò le due dichiarazioni di due ministri e di due segretari di partito secondo cui la missione in Iraq era incostituzionale.”
Con l’accettare l’odg della CdL il governo ha, di fatto, rinnegato le motivazioni politiche e morali sulla natura della missione in Iraq, mai accettata e che ha portato milioni d’italiani a imponenti proteste nelle piazze; Ha avallato, inoltre, la politica estera del governo Berlusconi, accettandone la continuità. Tutto questo per un voto unitario che, al di là della mera retorica patriottica, porta solo vantaggi alla CdL (avrebbe dovuto essere lei a spiegare agli italiani e al contesto internazionale il suo eventuale voto contrario alla missione) e discredito alla maggioranza., che dimostra di essere incoerente e pavida.
Se il buon giorno si vede dal mattino allora…pioverà.Art.11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”

19 settembre 2006

I PRIVILEGI n. 5 ( I BENEFIT DELL’EX GOVERNATORE FAZIO)

Sono regolari, così afferma la Procura, i benefit concessi dai vertici di Bankitalia all’ex governatore di Fazio.
Per la FALBI (sindacato autonomo interno) i benefit sono illegittimi e vanno eliminati.
Ma andiamo per ordine:
- nel bel mezzo della bufera (Opa, Fiorani, Unipol, furbetti del quartiere), finalmente, il potente (quasi un re, considerato il suo mandato a vita) governatore Fazio il 19 dicembre 2005 si dimette;
- il 29 dicembre 2006 i consiglieri superiori di Bankitalia concedono, con voto unanime (11 voti favorevoli su undici presenti) i seguenti benefici: auto con autista, segretaria, ufficio a villa Huffer;
- i sindacati contestano la scelta dei consiglieri (Fazio non è più un dipendente, né è stato nominato governatore onorario) investendo la magistratura;
- la Procura di Roma, esaminato il regolamento di Bankitalia e la procedura adottata, decide per l’archiviazione: i benefit sono legittimi;
- la Corte dei conti nel frattempo da il via a un’indagine (possiamo prevedere come finirà).
Non è un problema di legittimazione ma è un problema di convenienza e opportunità, che mette in evidenza la differenza di trattamento tra lavoratori.
I benefit non sono altro che dei benefici di medievale memoria, sono dei privilegi.
Certamente Fazio ha dato tanto, specie in credibilità e affidamento internazionale, e per ripagarlo non sono bastate né la liquidazione né la pensione, entrambe di platino, ma è stata necessaria un’integrazione molto gratificante.
D’altro canto, bisogna capire che l’ex governatore deve mantenere il tenore di vita abituale e non può permettersi di attingere alla pensione. Ha fatto bene la Bankitalia a provvedere e Fazio ad accettare. E, d’altro canto, il regolamento di Bankitalia lo prevede.
Ma è poi corretto che siano previsti benefit di questa portata? E possibile dare sempre di più a chi più ha? Non sarebbe più corretto, come succede in molti Paesi occidentali, eliminare tali privilegi che non hanno ragione di esistere dopo la messa a riposo, volontaria o no, del lavoratore?
Per quale motivo Fazio ha bisogno dell’auto con autista, della segretaria e dell’ufficio? Svolge delle funzioni per Bankitalia o va solo per abitudine o per leggere il giornale? Ciò non rappresenta un’offesa per tanti pensionati che sopravvivono con 470 euro mensili?
Misteri…ma l’Italia è piena di misteri. Non entriamo , infine, in merito alle liquidazioni e alle pensioni di manager più o meno validi. Sarà un futuro argomento.
Cologno 19,09,06

14 settembre 2006

BERLUSCONI E FINI: NO ALLA MISSIONE DI PACE IN LIBANO

Non capisco la richiesta di FI e AN, pretestuosa e strumentale ma autolesionista in quanto finora nessuno la capisce, nemmeno i loro elettori, di votare la missione di pace italiana in Libano solo se verrà approvato un ordine del giorno che affermi la continuità della politica estera italiana e riconosca che sia la missione italiana in Afghanistan sia quella in Iraq siano stati missioni di pace.
A smentire la continuità basta verificare il ruolo svolto dall’Italia nella crisi libanese e il coinvolgimento dell’Europa, nonché l’accettazione del ruolo centrale e della presenza italiana degli Hezbollah e di Olmert.
E’ vero che l’on. Fini è stato ministro degli esteri, ma non ha trascorso tutto il periodo del suo mandato fuori dall’Italia per non ricordare la posizione motivata espressa dal centro sinistra prima e durante il conflitto iracheno, i voti negativi al finanziamento della missione e, per ultimo, la campagna elettorale.
E allora due sono le cose: o è così Berlusconi-dipendente da sposarne ciecamente le posizioni indipendentemente dalla logica e dalla coerenza; o dello statista quale si atteggia ha solo l’impeccabile doppiopetto, anche se eccelle nella furbizia che spesso, come succede a molti politici nostrani, nasconde incapacità e malafede.
Ma non capisco nemmeno perché si debba cercare a qualsiasi costo una mediazione a queste condizioni impossibile per ottenere l’unanimità.
Certo ciò, l’unanimità, sarebbe auspicabile, ma non si può dimenticare la politica del governo Berlusconi - Fini a proposito dell’Iraq.
Ognuno in Parlamento si assuma le proprie responsabilità: è al Paese, oltre che ai loro elettori, che devono rispondere .
Compete solo al Capo dello Stato, come ha fatto, invocare un voto unanime alla missione. Prodi, capo dell’esecutivo non può accettare simili compromessi che, via di questo passo, potrebbero andare fino alle leggi che si discuteranno sul conflitto d’interesse o sul riordino delle frequenze.
Un tale governo avrebbe vita breve perché non sarebbe più in grado di mantenere gli impegni presi con gli elettori e ribaditi nel voto di fiducia in Parlamento.

10 settembre 2006

LA FINANZIARIA: IL SOLITO BALLETTO

Dall’ultima decade di Agosto l’argomento principe di tutti i politici, dei segretari, di Almunia (responsabile affari economici dell’UE), di Trichet (presidente della BCE), del FMI, del Financial Times, nonché di esperti economisti e politologi nostrani, è la Finanziaria. E’ un tiro incrociato al solito piccione (i conti pubblici italiani). Ognuno ha la sua ricetta, quella giusta…come quelle che ci ha propinato per cinque anni l’ispirato professor Tremonti che, nonostante le rovine lasciate, trova ancora il tempo e il coraggio di sentenziare. Basta guardare i numeri che ci ha lasciato:


Deficit/Pil
Debito/Pil
Crescita
Disoccup.
inflazione
Retribuzione
EUROPA
2,3
63,4
2,4
7,8
2,4
2,2
ITALIA
4,2
106,4
1,5
7,4
2,2
2,9

Un balletto di cifre. Si è partiti da 35 mila euro; oggi siamo già a 30 mila e i partiti della cosiddetta sinistra radicale, pur avendo abbandonato il termine nutelliano di spalmare, spingono per una ulteriore riduzione grazie all’imprevisto aumento delle entrate.
Non andrò ad ingrossare la schiera dei rigoristi né quella dei possibilisti. Farò alcune riflessioni precedute da un’amara considerazione: centro destra o centro sinistra…il teatrino è sempre lo stesso (anche gli attori, per nostra sfortuna); speriamo che alla fine del consueto iter la Finanziaria parli un po’ di sinistra e di equità tra le fasce di reddito (una volta si parlava di classi sociali).
Dalle dichiarazione di Prodi e del ministro Padoa Schioppa sappiamo che i “tagli” riguarderanno la sanità, il pubblico impiego, la previdenza (per intenderci, le pensioni) e gli enti locali, cioè quei settori che da sempre subiscono consistenti potature, mentre i soliti noti, con la necessità di rilanciare la produttività (giustamente) godranno, come sempre (speriamo che questa volta il sacrificio andrà a buon fine …ma sugli industriali italiani occorrerebbe aprire un serio dibattito…), di benefici e di agevolazioni.
La SANITA’ è un vortice che ingoia soldi a non finire. I cittadini, allora, intervengono per chiuderlo: è sempre stato così e ci si accorge che il buco non ha fondo.
Bisogna colpire gli sprechi: ecco i ticket sui ricoveri o sul ricorso al pronto soccorso.
Quale spreco elimina, di grazia, il ticket? Se ci rende tutti più sani, che ben venga!
Non è sicuramente una punizione per chi si ammala. Infatti, sarà esteso ai redditi alti (quanto alti? e si terrà conto di impegni già presi dalle famiglie, come mutui o prestiti o altre spese programmate?).
Si elimineranno i posti letto in più in alcune regioni, ma saranno aumentati nelle regioni in cui scarseggiano? Non ci è dato saperlo.
Saranno diminuiti i prezzi dei farmaci. Quelli a carico della sanità o quelli a carico dell’ammalato?
I veri sprechi, quelli che i politici conoscono bene, sui quali intervenire vanno dall’acquisto di costosi macchinari mai utilizzati alle continue prescrizioni di analisi e visite specialistiche non sempre necessarie, col ricorso massiccio a strutture private che depotenziano le pubbliche.
Ma la perfidia sta nel prevedere che le regioni che sforano aumentino l’IRPEF e l’IRAP, con una ricaduta immediata e generalizzata sui cittadini, ancora una volta visti come limoni da spremere per colpe imputabili ad altri (responsabilità politica e amministrativa).
E’ importante saper che i soldi che il governo stanzia per la sanità rappresentano il 6,6 del PIL (qualche esempio: Germania 8,8; Svezia 8,6; Francia 8,1; Danimarca 7,9; Inghilterra 7,2…).
Nel PUBBLICO IMPIEGO si preannunciano interventi sul personale con l’introduzione del turn over e sulla scuola.
Diciamo che il turn over non è del tutto negativo se applicato in quei settori dove i lavoratori che andranno in pensione non verranno integrati in quanto il loro numero pur superiore alle necessità non ha aumentato la produttività.
Diverso è il discorso sulla scuola dove si prevede una riduzione degli insegnanti di sostegno e un aumento di alunni per classe con conseguente riduzione del numero dei docenti. Non ci sono parole!
Ancora una volta i più deboli e i più bisognosi verranno penalizzati. Mi riferisco agli alunni portatoti di handicap o, come si dice ora, diversamente abili. Si edulcora la terminologia ma si tagliano le risorse (brutalmente: meno ore per i bambini comunque svantaggiati).
Sarà aumentato il numero degli alunni per classe perché al di sotto della media europea. Di conseguenza diminuiranno il numero delle classi e degli insegnanti. I nostri politici dimenticano la conformazione fisica dell’Italia che determina molte comunità montane e molte isole abitate, per cui si avranno classi affollate nelle solite città e nei soliti paesi della penisola con grave pregiudizio dell’insegnamento. Ma la media europea è salva!
Saranno ridotti di 1,8 miliardi di euro i trasferimenti agli ENTI LOCALI. E’ ovvio che ciò avrà delle ripercussioni sul numero e sulla qualità dei servizi al cittadino o un aumento delle tariffe (sembra di leggere la finanziaria di Tremonti!)
Ma il fiore, il colpo di genio è l’introduzione della “tassa di scopo”, che servirà a finanziare interventi specifici dell’Ente Locale. E così il cittadino, dopo aver pagato i ticket sanitari, pagherà anche la “tassa di scopo”! A che scopo? Allo scopo di realizzare lo scopo di questo o quell’assessore…Mi farei una grassa risata se il problema non fosse così serio.
Quasi tutti i Comuni ricorreranno alla tassa. Si tratterà di vedere chi la pagherà, quali fasce di reddito od ognuno in funzione del guadagno reale o quello che emerge dal 730…una commedia pirandelliana certamente.
Mi sembra più interessante la proposta di ridurre del 30 per cento il numero delle province. Sono troppe e rappresentano un carrozzone clientelare, un enorme spreco di soldi. Mi sono sempre chiesto se le loro funzioni non possano essere espletate dal singolo comune o da un consorzio egli stessi per non parlare delle aree metropolitane. E’ ora di abolirle tutte, ecco una riforma strutturale!
Parlare di PREVIDENZA è parlare di pensioni.
Si vogliono chiudere due finestre nel 2007 e aumentare l’età pensionabile perché è aumentata l’attesa di vita e di legarla a un sistema di incentivi e di disincentivi (penalizzazioni).
Non sono un tecnico, ma penso che ci sono altri modi d’intervento e non sempre sui soliti soggetti.
Si parla di un contributo di solidarietà delle pensioni d’oro. Non sarebbe meglio (riforma strutturale) stabilire dei parametri che trasformino le pensioni d’oro in pensioni d’argento?
Le pensioni d’oro sono un’offesa per chi con la pensione non riesce a vivere. Cosa avranno fatto mai i pensionati d’oro? Quali responsabilità hanno avuto? Avranno diretto la Banca d’Italia, l’ENI, l’Alitalia, le FF.SS., l’INPS….Ma lasciamo perdere…i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Il mondo della previdenza va riassettato con una legge ad hoc, tenendo conto non solo dell’età ma anche dei lavori usuranti, livellando i contributi pensionistici degli autonomi (14%) e dei dipendenti (32,7%) e, soprattutto, che al di un certo tetto le pensioni non vanno.
Si leggeva sui muri di Roma, appena liberata dagli americani: “cambia il c. ma il culo è sempre lo stesso”. Mi scuso della volgarità. Ma quando questo Paese diventerà un Paese europeo?
Borgetto 09,9,06